CONFCOMMERCIO, A ROMA IL BUCO DA 8MLN E A VENEZIA ARRIVA MATTARELLA

Roma, 29 aprile 2016 – La Confcommercio a Roma ha fatto il botto: un buco da otto milioni di euro. I 46 dipendenti, per fortuna, sono rimasti indenni dalla catastrofe. Così riportano i mass media. Il dissesto finanziario della struttura nella capitale e nel Lazio era nell’aria da diversi anni. Rosario Cerra, chiamato un anno e mezzo fa a risanare la situazione, nulla ha potuto. I suoi proclami di marketing sindacale, compito per il quale era stato designato al vertice, non sono riusciti a convincere i commercianti di quanto fosse bello, necessario e indispensabile iscriversi all’associazione di categoria.

Ma quanti sono i negozi e gli operatori nel terziario di Roma e Lazio aderenti? Difficile a dirsi: il numero degli iscritti è un dato sensibile che non viene fornito per alcun motivo, tanto che a volte sorge il dubbio che neanche all’interno delle associazioni di rappresentanza si conosca esattamente la dimensione dei rappresentati diretti.

Le associazioni parlano e agiscono in nome di un settore; si fanno forti di rappresentare una categoria, ma nella maggior parte dei casi il numero delle deleghe conferite direttamente con il tesseramento è di molto inferiore a quello degli imprenditori sul mercato. Tradotto: molte associazioni sono scatole vuote. Nei corridoi delle associazioni di rappresentanza si vocifera che la percentuale dei tesserati sia – ben che vada – circa il 10% del settore a cui si riferiscono. E deboli di quel 10% vengono portate avanti istanze e rivendicazioni in nome e per conto di tutti che hanno poi effetti su tutta l’economia italiana.

Come avviene nella politica, dove l’astensionismo sta diventando il partito di maggioranza, anche nel settore di rappresentanza dei privati si registra la stessa repulsione. I meccanismi che si verificano nelle associazioni è stato spiegato nell’articolo di ieri: zone di potere dove il potere non è solo quello delle relazioni parlamentari e governative, ma è rappresentato soprattutto dall’occupazione di poltrone di un sottobosco che sta diventando più fitto di una foresta. Gli imprenditori lo sanno, ma non dicono nulla: si esprimono con i fatti, cioè non iscrivendosi e non lasciando alle associazioni le loro quote di partecipazione. Poiché le entrate delle associazioni di categoria dovrebbero essere costituite dalle quote di iscrizione, non stupisce che ci si trovi sempre più spesso di fronte a qualcosa che nelle imprese produttive equivale alla bancarotta. Ma le entrate non sono solo queste: arrivano anche da altre voci che comprendono sotto categorie e strutture correlate. E lì si entra in quel meccanismo di enti e istituzioni satellite descritto sempre nell’articolo sul fattore “C”. Dunque, non è sempre vero che i soldi non ci sono: in alcuni casi ce ne sono e sono ben indirizzati. Come in tutte le situazioni, è solo una questione di scelta: se sono convogliati da una parte, vengono sottratti ad un’altra. E spesso, più dei soldi, contano gli accordi, soprattutto certi accordi. Tornando nello specifico alla Confcommercio, per esempio, tutti ricorderanno la vicenda sul finire del 2005 dell’allora presidente nazionale Sergio Billè, per non parlare dell’arresto per evasione fiscale del presidente territoriale Cesare Pambianchi (evasione su redditi delle sue attività private) e dello scandalo più recente dei corsi di formazione fantasma. E che dire dei soldi spesi dalla struttura nazionale per festeggiare la chiusura del Settantesimo anniversario?

celebr_fine_Settantesimo

Questa foto sulla sinistra, che gira su Facebook, è stata scattata contestualmente al commissariamento della struttura di Roma. Va anche precisato che la struttura territoriale di Roma e Lazio non è l’unica commissariata. A questa procedura si è ricorso altre volte sul territorio, anche se le notizie non finiscono sui mass media. Certo, le apparenze possono anche ingannare, ma a guardare queste immagini, proprio non sembrerebbe che ci sia penuria di pecunia. Anzi, al Teatro “La Fenice” di Venezia ha fatto la sua presenza anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.torta 5

I festeggiamenti chiusi con tanto sfarzo erano iniziati in pompa magna (certo, rispetto alla grandiosità della cerimonia di chiusura, quella iniziale è stata decisamente di minor tono) a Roma con una festa, un evento pubblico, nel Tempio di Adriano a Piazza di Pietra, con tanto di flash, giornalisti, politici e presidenti di vario genere, come dimostrano le foto allineate a destra.

 

torta 3Adesso, a mettere una pezza per il coprire il buco degli otto milioni di euro saranno il direttore generale della Confcommercio nazionale, Francesco Rivolta, con il ruolo di sub commissario, e il milanese Renato Borghi, presidente di Federmoda, nonché vicepresidente della Confcommercio nazionale.

 

Elisabetta Tonni

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>