Andrea Camilleri: questa campagna elettorale è disgustosa, un litigio fra comari

Andrea Camilleri non vuole parlare della campagna elettorale, perché assistiamo a una cosa disgustosa fatta di false promesse e di insulti reciproci. Registra una grossa decadenza della politica che non è colpa del passato, ma che porta a scrivere la parola politica con la ‘p’ minuscola

di Elisabetta Tonni

Chissà che cosa direbbe il commissario Montalbano di questa campagna elettorale a pochi giorni dal voto. Ma siccome Salvo Montalbano vive nella penna di Andrea Camilleri, per risolvere il mistero non bisogna fare altro che ascoltare l’autore.

Il suo esordio è tipico dello scrittore: “Non vorrei parlare di questa campagna elettorale, perché quella alla quale sto assistendo non è né campagna, né… città”. Camilleri non poteva scegliere metafora migliore per dire che le esposizioni dei programmi elettorali non hanno contorni definibili, sono privi di connotati. Poi azzarda una propria (inesistente) carenza. “Mi sembra di essere rimbecillito per l’età – si autoaccusa Camilleri – poi mi rendo conto che quello che sento è vero. Cioè… non si può chiamare campagna elettorale questa cosa disgustosa fatta di false promesse e di insulti reciproci; sarà un litigio fra comari”.

Ma come è possibile un degrado simile nella politica? Camilleri si ‘è fatto persuaso’ che la colpa non è mica del passato; la colpa “è di questa sorta di decadenza della politica che certamente ha perso la ‘p’ maiuscola”. E ripete il concetto: “Certamente, oggi, la ‘p’ è minuscola”.

Ripete, quindi, di non voler parlare della campagna elettorale, perché se non altro si continua con gli errori del passato. “Il divario fra Nord e Sud – continua – è diventato spaventoso. Poi sento alla radio una cosa strabiliante. Mi vengono a dire che a Trento si vive tre anni di più di quanto si viva nel Sud. Vorrei non credere a questa notizia data alla radio; vorrei non crederci, perché questo significa che… altro che errori dell’Ottocento! Siamo andati a ripescare persino gli errori del Trecento per rimetterli in commercio, come sta accadendo oggi”. Montalbano-Camilleri dixit