CONFISCATI 9 MILIONI DI EURO A BALDUCCI. NEL 2014 GLIENE FURONO SEQUESTRATI 13

Roma, 5 aprile 2017 – Che Angelo Balducci non fosse una “mammoletta“, tanto per usare un copyright di Massimo Carminati, lo si era appreso da tempo. Ma ora il “Gentiluomo di Sua Santità” non potrà più disporre in via definita di 9 milioni di euro, cioè della parte del suo patrimonio confiscato dalla Guardia di Finanza.

Angelo Balducci non sarà mai più proprietario di 27 unità immobiliari tra ville, appartamenti di pregio e terreni siti nei comuni di Roma, San Giorgio di Pesaro (PU), Montepulciano (SI) e Sappada (BL) e di 2 autoveicoli e 1 motoveicolo; ha perso definitivamente anche alcuni conti bancari e titoli obbligazionari; quote societarie e non avrà più le disponibilità finanziarie per oltre 3 milioni di euro detenute in Lussemburgo per il tramite di una società fiduciaria.

Chi sia Angelo Balducci lo racconta bene wikipedia dove – fatta salva una smentita – si legge anche che, dopo una serie di azioni da parte delle forze dell’ordine, “Il 7 giugno 2013 la Guardia di Finanza ha di nuovo proceduto al sequestro preventivo di beni per tredici milioni di euro nei confronti Angelo Balducci su richiesta del Procuratore della Repubblica di Roma Giuseppe Pignatone e dei suoi collaboratori. Il sequestro ha riguardato beni immobili, autoveicoli, motoveicoli, quote societarie e conti bancari nella disponibilità dello stesso Balducci, della moglie Rosanna Thau e dei figli Lorenzo e Filippo”. In realtà alcuni mass media collocano il sequestro preventivo del valore di 13 milioni di euro nel 2014, mentre nel 2013 il sequestro preventivo sarebbe ammontato a 12 milioni di euro. Ma l’impiccio delle date poco cambia rispetto alla sostanza dei fatti.

La confisca a una parte del patrimonio di Angelo BALDUCCI, già Provveditore alle Opere Pubbliche del Lazio (incarico assegnato da Francesco Rutelli, sindaco di Roma e commissario straordinario per il Giubileo del 2000) e Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, fa seguito alla pronuncia della Corte di Cassazione del 24 febbraio 2017 che chiude un lungo percorso giudiziario scaturito da indagini laboriose coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma e svolte dagli specialisti del Gruppo Investigativo Criminalità Economico-Finanziaria (G.I.C.E.F.) del Nucleo di Polizia Tributaria della capitale.

36E’ la stessa GdF a ricordare nel comunicato stampa alcuni dettagli del lavoro svolto. Infatti, “Nell’ambito dell’inchiesta “Grandi Eventi” sui lavori riguardanti il Vertice del G8 de La Maddalena (poi tenutosi a L’Aquila), i Mondiali di nuoto di Roma del 2009 e le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, hanno scoperto l’esistenza di illeciti rapporti d’affari tra il BALDUCCI e note imprese romane vincitrici di gare pubbliche per oltre 300 milioni di euro”.

Se mai ce ne fosse bisogno, questa è una dimostrazione ulteriore che da tempo la corruzione e soprattutto negli appalti pubblici è diventato l’affare illegale su cui puntare: guadagni ingenti e pene minori. Balducci è già stato condannato in via definitiva  a tre anni ed otto mesi di reclusione per i reati di corruzione aggravata ed atti contrari ai doveri d’ufficio. Il danno maggiore lo ha registrato con la confisca, ma tutto sommato perde una parte del suo patrimonio e se la cava con una condanna “leggera”, pur avendo procurato danni ingenti a tutti (la corruzione nelle gare di appalto pubbliche si traduce sempre in un danno grave e invisibile per i cittadini).

Non a caso è la stessa Guardia di Finanza, nel ricostruire la vicenda a parlare di illeciti. Ed ecco che cosa scrive nel comunicato stampa: “Nello specifico, è emerso che, a fronte dell’illecita assegnazione delle commesse pubbliche, le imprese appaltatrici avevano veicolato ingenti flussi finanziari, anche attraverso società interposte, verso una società cinematografica – direttamente riconducibile al proposto – che si occupava della produzione di film il cui attore principale era il figlio di Angelo BALDUCCI, Lorenzo. Allo stesso modo, i Finanzieri hanno dimostrato che le predette imprese edili avevano finanziato l’acquisto o ristrutturazione di svariati immobili di pregio a favore del nucleo familiare del BALDUCCI. Tali illeciti proventi consentivano al protagonista della vicenda di accumulare un notevolissimo patrimonio, risultato, al termine di ulteriori complesse indagini economico-finanziarie, nettamente sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati. I risultati dei citati approfondimenti investigativi sono stati quindi partecipati dalla Procura della Repubblica di Roma al Tribunale di Roma – Sezione per l’applicazione delle Misure di Prevenzione, il quale, condividendo in toto l’impianto accusatorio e ritenendo Angelo BALDUCCI soggetto “socialmente pericoloso” in quanto dedito a reiterate condotte corruttive, ha disposto il sequestro finalizzato alla successiva confisca di beni mobili, immobili, quote societarie e disponibilità finanziarie detenute anche all’estero”.

Elisabetta Tonni