Codice antimafia, i pro e i contro secondo Raffaele Cantone

Il Codice antimafia è una delle migliori leggi approvate da questo Parlamento. Lo ha detto il presidente dell’autorità anticorruzione, Raffaele Cantone, che però si domanda se sia utile inserire la norma sulle misure di prevenzione nei casi di corruzione.

di Elisabetta Tonni

Roma, 30 settembre 2017 – Una legge definita fra le migliori approvate suscita dubbi sulla sua utilità. Si tratta di una contraddizione in termini che andrebbe spiegata meglio, sempre ammesso che i mass media non abbiano interpretato male i commenti di Raffaele Cantone, presidente dell’autorità anticorruzione. Il sito dell’Ansa, una delle principali agenzie di stampa, riporta questa dichiarazione del numero Uno dell’Anac: “Questo codice è una delle migliori leggi approvate da questo Parlamento. In quel testo sono confluite anche alcune nostre proposte. Ma ritengo inutile inserire la norma sulle misure di prevenzione. Mi chiedo se sia opportuno ampliare un sistema eccezionale di prevenzione con reati che hanno poco a che vedere con la mafia”. Repubblica riporta la frase in maniera più completa. Cantone avrebbe detto che questa norma “potrebbe non aiutare nella lotta alla corruzione ed essere applicata solo in casi marginali. Le misure di prevenzione sono un istituto eccezionale, che non ha senso applicare ai reati di pubblica amministrazione”.

Se una delle migliori leggi di questa Legislatura è da ritenere poco utile e poco opportuna, c’è da domandarsi le altre leggi come siano da considerare. Anche sorvolando su questo aspetto, tutt’altro che banale, la domanda diventa un’altra: finora è stato raccontato che la mafia si è evoluta. Guarda al settore degli appalti. Le gare sono pilotate e deviate da sistemi corruttivi. E’ stato anche raccontato che queste nuove strategie del sistema mafioso sono motivate pure dal minor rischio penale (pochi anni di galera nei casi di corruzione contro il carcere duro per i reati di mafia) e di minor perdita economica (con la condanna per corruzione, il patrimonio rimane integro) e ora si scopre dai commenti più autorevoli che questa legge cambia poco nel sistema di contrasto all’illegalità; ci sono più rischi che vantaggi; presenta profili di incostituzionalità, tanto che se la Corte Costituzionale decidesse di mettervi mano, potrebbe venir giù l’impianto della legge. Però, dice sempre Cantone, “Questa legge contiene norme molto utili sull’uso dei beni confiscati ed è un peccato che ci siano tante polemiche”.