pign cantone dall_ortoRoma 27 gennaio 2016 – Altro che campagna di cinque giorni per la ricerca della legalità. Qui non basteranno cinque generazioni per riportare l’Italia fuori dalla corruzione e dal malaffare. La campagna educativa lanciata dalla Rai con le sue testate regionali, per quanto lodevole, rischia di essere una goccia nell’oceano. Se vuole sortire degli effetti dovrà durare molto, molto, ma molto più a lungo e la società tutta dovrà impegnarsi a tempo indeterminato. Esattamente come dice il presidente Anac, Raffaele Cantone. Ascolta il suo intervento da youtube:

A far cadere le braccia e con esse anche le speranze su un ravvedimento del nostro malcostume è il rapporto di Transparency International presentato a Roma presso la sede di Unioncamere: l’Italia è penultima in Europa in tema di corruzione.

Non consoli il fatto che si tratta di corruzione “percepita”, perché esperienza vuole che la percezione sia molto vicina alla realtà. In Europa, dietro l’Italia c’è solo la Bulgaria.

Anche se nel divulgare la notizia molti mass media hanno tentato di indorare la pillola con il fatto che a livello mondiale sono state recuperate otto posizioni rispetto allo scorso anno, in tema di corruzione l’Italia se la cava egregiamente: 61° su 168 paesi. Peccato che in questo caso la classifica funzioni al contrario. Il posto più ambito è quello in fondo alla classifica. Paragrafando il proverbio, verrebbe proprio da dire: “beati gli ultimi, perché i primi sono disonesti”.

Elisabetta Tonni