CRIFÒ A TEATRO CON LA CLASSE DIGERENTE… PER MANGIARE LA FOGLIA

crifoRoma, 17 febbraio 2016 – Più che il giornalismo, poté il teatro. Ci sono anche le cronache come quella del Poligono di Quirra, in Sardegna, o della scomparsa di Franco Caddeo (non trattate dai mass media) nello spettacolo di Elio Crifò in scena al Belli di Roma, per otto domeniche, a partire dal 28 febbraio.

‘La classe diGerente – la Rivoluzione’ è un notiziario che mette sul proscenio il resoconto di indagini personali e di notizie tratte da inchieste parlamentari, interviste ai protagonisti, dossier giornalistici. In contrapposizione ai salotti seriosi dei talk-show che sempre più spesso alienano il cittadino dall’informazione, Crifò sfodera l’arma più potente: la satira amara e pungente, ma efficace.

Nello spettacolo scritto, diretto e interpretato da sé, Crifò dice: “Oggi molti ce l’hanno contro il sistema, perché il sistema non sistema più nessuno e quindi una certa voglia di rivoluzione c’è… ma oggi vorremmo una rivoluzione senza stress. Da fare nei fine settimana, da casa, tramite telefoni, tablet, pc, blog… D’altronde se beviamo il latte senza lattosio possiamo compiere una rivoluzione… senza ribellarci!”

Nonostante le tangenti in Lombardia, affittopoli di Roma, nonostante i 16 miliardi di fatturato delle agromafie, difficilmente scatta quel senso di ribellione per cambiare il sistema. Avvalendosi solo di uno sgabello e di qualche elemento scenico, quanto basta per far sorridere, ridere, arrabbiare, Elio Crifò ricorre alle battute sferzanti per raccontare in un’atmosfera da cabaret, quali sono gli accordi e i reati del Potere.

La chiesa di Don Bosco che ha ospitato nell'agosto 2015 i funerali di Vittorio Casamonica (foto: Elisabetta Tonni)
La chiesa di Don Bosco che ha ospitato nell’agosto 2015 i funerali di Vittorio Casamonica (foto: Elisabetta Tonni)

Si inizia con le contraddizioni del Giubileo che, oltre agli affari, porta con sé il rischio attentati. E quando si parla di attentati si parla di terrorismo. E quando si parla di terrorismo, inevitabilmente, si parla di guerre. E la guerra, si sa, è sempre stata una mano santa per la classe diGerente di ogni epoca, anche di questa. Passando rapidamente dai super-funerali hollywoodiani dei Casamonica, Elio Crifò ci trascina anche nelle casse dei supermercati, piene zeppe di “soldi sporchi” e ci fa addentrare nei meandri dei centri commerciali, nuove cattedrali del riciclaggio del denaro. Quest’anno lo spettacolo s’impreziosisce del talento di Emy Bergamo che ogni 20 minuti irromperà sulla scena con uno spot satirico-pubblicitario, mettendo la sua bellezza e la sua arte a servizio anche di un monologo sul fenomeno della prostituzione e dell’uso prostitutivo della bellezza nella cultura contemporanea.

La classe diGerente 3 è il prosieguo delle edizioni precedenti e si conclude con sette minuti di scuse da parte dello Stato per i crimini commessi e che continua a commettere.

Mentre la “La classe digerente 1″ si è addentrata nella trattativa Stato-Mafia, nella spartizione politica del gioco d’azzardo e nelle rivelazioni di Snowden e Assange; “La classe diGerente 2″ (con Elio Crifò e Simone Tuttobene) ha affrontato lo scandalo Mafia Capitale, il processo della Costa Concordia e ha anticipato gli attuali scandali del Calcio, terra d’incontro tra uomini di Stato, mafiosi, terroristi, evasori fiscali e Rom… Ora non resta che al terzo capitolo svelare, come Cassandra, quello che non si sa, o non si vuole sapere.

Elisabetta Tonni

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