de vincenti tagliata

Latina, 16 maggio 2015 – Non ci sarà alcun piano “B”, perché i comuni delle aree individuate come idonee si accapiglieranno per aggiudicarsi la costruzione del deposito nazionale delle scorie nucleari e il connesso parco tecnologico. Ne è convinto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Claudio De Vincenti. Lo afferma pubblicamente e senza esitazioni visitando il sito di Borgo Sabotino, a Latina, in occasione di Open Gate, l’apertura ai cittadini dei cancelli delle centrali nucleari per le visite guidate. E l’insurrezione popolare dei residenti di Scanzano Jonico, in provincia di Matera, alla notizie che i fusti con il materiale radioattivo sarebbero finiti lì da loro? “Solo un problema di comunicazione”, afferma il Sottosegretario che dai primi di aprile ha preso il posto di Graziano Delrio dirottato al ministero delle Infrastrutture, “dovuto al fatto – specifica De Vincenti – che la cittadinanza non era stata messa al corrente nel modo giusto e con la trasparenza necessaria di quanto si sarebbe fatto”. E se i Comuni non faranno a gara per aggiudicarsi lo stoccaggio dei 90.000 metri cubi di materiale a bassa, media e alta radioattività? “È un’ipotesi che non contempliamo neanche” risponde secco De Vincenti. Ma sono previsti degli incentivi economici? E anche qui, la risposta del Sottosegretario è secca: “lo stiamo valutando”. E se ci saranno glli incentivi, questi saranno destinati direttamente ai cittadini, magari sotto forma di sconti a compensazione sulle bollette, oppure saranno destinati alle pubbliche amministrazioni territoriali? Domande considerate troppo premature per il Sottosegretario che proviene dalla stessa posizione ricoperta al ministero dello Sviluppo economico. E alle domande premature lui dà risposte evasive: “È troppo presto per parlarne”. Ed è vero che le questioni sono state poste sul banco con troppo anticipo, perché in fondo a creare il primo ritardo di due mesi sulla tabella di marcia che porterà allo smantellamento totale degli impianti nucleari sono stati proprio il ministero dello Sviluppo Economico e quello dell’Ambiente. Hanno chiesto un supplemento di indagini, rinviando di sessanta giorni il “visto si stampi pubblicamente” dell’elenco finora secretato delle aree idonee individuate da Sogin (la società che gestisce gli impianti nucleari) sulla base delle indicazioni fornite da Ispra (Istituto Superiore della Protezione e Ricerca Ambientale). Dunque, Sottosegretario, è solo un caso che lo slittamento dei sessanta giorni farà partire la consultazione pubblica dopo il ballottaggio le elezioni amministrative? “È assolutamente una coincidenza. Una pura coincidenza”.

Elisabetta Tonni