L’attività si basa sulle acquisizioni investigative dell’operazione “anno zero”, svolta nel
2018, nel cui ambito furono eseguiti provvedimenti di fermo e decreti di sequestro emessi
dalla DDA di Palermo nei confronti di numerosi affiliati a famiglie mafiose del mandamento
di Castelvetrano, fra i quali Carlo Cattaneo e Rosario Allegra (recentemente deceduto),
cognato del latitante Matteo Messina Denaro per averne sposato la sorella Giovanna, accusati
rispettivamente di concorso esterno e partecipazione in associazione di tipo mafioso.

Le indagini, suffragate anche dalle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia,
dimostrarono come l’espansione, nella Sicilia occidentale, delle agenzie di scommesse
affiliate a siti di gioco on line (illeciti) sponsorizzati dal Cattaneo, fosse strettamente correlata
alla sua interazione con il citato sodalizio.

Tali rapporti d’affari erano stati avviati, fra il 2012 e il 2013, per iniziativa di Francesco
Guttadauro (definitivamente condannato per associazione mafiosa, nonché nipote prediletto
di Matteo Messina Denaro) e continuarono, anche dopo l’arresto di quest’ultimo (avvenuto
nel dicembre 2013), per il tramite di Rosario Allegra, che, a fronte di protezione, riscuoteva
dal Cattaneo periodiche somme di denaro, utilizzate sia per il sostentamento dei familiari del
latitante, sia per quello dell’organizzazione mafiosa.

L’odierno provvedimento, scaturito da accertamenti patrimoniali svolti dalla DIA, che hanno
disvelato una netta sperequazione fra i redditi dichiarati e gli investimenti sostenuti dal
Cattaneo per l’attività d’impresa, ha riguardato:

– quote e intero compendio aziendale di 2 società di capitali ed 1 ditta individuale (con sedi
a Palermo e a Castelvetrano) operanti nel settore della ristorazione e nei servizi informatici
di gestione di sale giochi e scommesse;
– un appartamento, un appezzamento di terreno ed un fabbricato in corso di costruzione a
Castelvetrano;
– diverse autovetture e motocicli;
– 4 conti correnti bancari, 1 polizza, depositi e rapporti con istituti di credito,
per un valore prudenzialmente stimato in oltre 300mila euro.