Dia sequestra patrimonio di 5 milioni di euro a due campani residenti in Lombardia

La Direzione Investigativa Antimafia e i Carabinieri del Comando Provinciale di Varese hanno sequestrato un patrimonio dal valore complessivo di oltre cinque milioni di euro a due fratelli originari della Campania. Sarebbero ritenuti colpevoli di aver gestito in maniera illegale un traffico di rifiuti e alcune discariche.

di Elisabetta Tonni

FAGNANO OLONA (VA), 14 febbraio 2018 – Il tenore di vita di due fratelli, un sessantaseinne di Torre Annunziata (attualmente latitante) ed un cinquantanovenne della provincia di Salerno, entrambi residenti a Fagnano Olona (VA), ha destato i sospetti delle forze dell’ordine della Lombardia. Sono così scattati i primi accertamenti e le prime indagini da parte dei Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Varese che hanno segnalato la situazione al Centro Operativo D.I.A. di Milano.

I due soggetti si permettevano di sostenere spese e uno stile di vita che non era giustificato dai redditi dichiarati, facendo ipotizzare agli inquirenti che il denaro a loro disposizione fosse incrementato da attività illecite.

Le indagini dettagliate e approfondite sul patrimonio dei due fratelli hanno effettivamente riscontrato le anomalie nei redditi dovuti alla gestione di alcune discariche e a un traffico illegale di rifiuti. E’ stato anche possibile quantificare il patrimonio in maniera precisa e far scattare tutte le procedure previste in questi casi che hanno portato i due fratelli alla sorveglianza di Pubblica Sicurezza, con obbligo di dimora nel Comune di residenza, e al sequestro dei beni a loro direttamente o indirettamente riconducibili.

I due fratelli non potranno più agire su ventisette immobili siti nei comuni di Cirò Marina (KR), Fagnano Olona (VA), Gallarate (VA), Cardano al Campo (VA), Cassano Magnago (VA), Giaveno (TO) e Busto Arsizio (VA); due automobili, ventotto beni mobili comprensivi di conti correnti, cassette di sicurezza e titoli, depositati presso istituti bancari e postali sia nazionali che svizzeri (per i quali è stata ottenuta ed eseguita una rogatoria internazionale), oltre a tre compendi aziendali con sede nei comuni di Milano e Fagnano Olona (VA).

Se il prosieguo dell’azione giudiziaria dovesse confermare tutte le teorie investigative, il sequestro dei beni per un valore complessivo di oltre cinque milioni di euro potrebbe tramutarsi in confisca.