ERA D’ESTATE: QUANDO FALCONE E BORSELLINO FURONO CHIUSI IN UN CARCERE

foto ridRoma, 6 maggio 2016 – “Era d’Estate”. Era d’estate quando Falcone e Borsellino, colleghi in tribunale e amici dall’infanzia, furono di fatto ‘sequestrati’ dalla polizia e trasferiti con le rispettive famiglie dalle case di vacanza in Sicilia al carcere dell’Asinara in Sardegna.

Trent’anni fa, il 10 febbraio 1986, con la prima udienza all’Ucciardone si sarebbe aperto il maxiprocesso a Cosa Nostra. E i mafiosi reagivano a più non posso con gli strumenti tipici della mafia: agguati esplosivi a chi contrastava i loro affari e la loro struttura. A decretare il trasferimento coatto e le ‘vacanze obbligate’ di Falcone e Borsellino furono proprio ragioni di alta tutela della loro vita che avrebbero perso con le stragi del 1992 su cui ancora non è stata fatta piena luce.

Il film di Fiorella Infascelli ripercorre le settimane di Falcone e Borsellino in Sardegna: un aspetto fra i meno esplorati della vita dei due magistrati, rivelando le angosce, i timori, ma soprattutto la determinazione nel combattere la mafia e contrastare quel rapporto così equivoco con alcuni rappresentanti dello Stato. Pienamente consapevoli della pericolosità che vivevano nell’istruire il più grande processo passato alla storia, i due magistrati arrivarono a sospettare di tutto e di tutti, persino in alcuni momenti della bontà di quell’isolamento nella foresteria del carcere.

Il film, nella sua drammaticità, contiene dialoghi leggeri e non è privo di battute affidate alla abilità degli attori Massimo Popolizio nel ruolo di Giovanni Falcone e Beppe Fiorello in quello di Paolo Borsellino.

_MGL8577Il film uscirà nelle sale il 23 e 24 maggio, in occasione della ricorrenza dell’assassinio di Giovanni Falcone, ma non è dedicato alla vita dei due magistrati di cui esiste già una ricca letteratura televisiva e cinematografica. L’opera di Infascelli si concentra sul periodo di isolamento vissuto sull’Isola sarda, preludio di quell’isolamento a cui saranno destinati i due giudici che li condurrà alla morte con il clamore rimasto indelebile nella memoria di tutti.

Elisabetta Tonni

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