FABIO PANNO, “NEL CALCIO ALLENA SOPRATTUTTO CHI SI PORTA LO SPONSOR”

Roma, 23 settembre 2016 – Il fenomeno degli allenatori di calcio che riuscirebbero a ottenere l’incarico se si portano uno sponsor sembra l’Araba Fenice di Pietro Metastasio: “Che vi sia, ciascun lo dice; dove sia, nessun lo sa”. A denunciare l’esistenza di questa brutta prassi sono molti “Mister” che però non vogliono saperne proprio di fare nomi, cognomi e circostanziare i fatti. E così chi dovrebbe e potrebbe indagare si trova a dover prendere atto delle parole, che in quanto tali sono solo alito caldo nell’aria. Ma se davvero si parla del nulla, perché molti allenatori stanno testimoniando sempre più spesso e sempre con minori remore che questo fenomeno esiste veramente? La denuncia è partita questa estate, verso i primi di agosto su iniziativa di Fabrizio Liberti che ha chiesto e trovato immediatamente il sostegno di Fabio Panno. Ed ecco che cosa Fabio Panno, allenatore regolarmente tesserato e in cerca di panchina, è disposto a dire davanti a una telecamera.

Armati di un semplice foglio di carta con la scritta “Io non porto lo sponsor” gli allenatori “ribelli” si fotografano e fanno girare il selfie sui social network. I loro profili non passano inosservati e vengono condivisi da molti loro colleghi: atteggiamento che sconfessa la mancanza di fondamento della notizia. Eppure la Federazione Italiana Giuoco Calcio la ritiene proprio una notizia priva di fondamento. La risposta alla mail sulla richiesta di replica o commento a questo grido di allarme è stata da parte della Figc la seguente: “Per quanto riguarda i commenti ufficiali, non è prassi della FIGC replicare a presunte notizie che circolano. Per questo, se sei in possesso di casi precisi, ti prego di segnalarceli così da fare le verifiche necessarie e darti un riscontro sul caso. Solo per tua ulteriore conoscenza, posso escludere che un club possa affidare il ruolo di allenatore a persone non tesserate e non qualificate, in quanto contrario alle normative vigenti che prevedono il tesseramento di un allenatore abilitato per ogni squadra, anche nei campionati dilettanti”. Una precisazione corretta e puntuale, su cui nulla si può dire. Tuttavia, per quanto riguarda l’affidamento del ruolo di Mister a un tecnico privo di patentino, le voci non supportate da prove circostanziate riferiscono che a volte si fa ricorso a prestanomi pur di far sedere in panchina il procacciatore di soldi, così a livello formale nell’organico della società di calcio risulterebbe il nome di uno regolarmente tesserato. A dirlo in questo video è proprio Fabrizio Liberti, promotore della rivolta sui social.

Le sue affermazioni sono pesanti. E qui torna la domanda di prima: perché assumersi la responsabilità di dichiarare una situazione così grave se è tutto frutto di menzogne e fantasia? La risposta della ricerca di una visibilità appare francamente debole e priva di motivo. Allora, la considerazione nasce spontanea: forse sarebbe il caso di mettere il naso anche nei bilanci e negli organigrammi delle società di calcio minori e di quelle dilettantistiche: trovare conti e incarichi in ordine sarebbe una soddisfazione bella e piacevole per tutti.

Elisabetta Tonni

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