FATAL FU A BISI LA SPONSORIZZAZIONE DEL MONTE PASCHI DI SIENA

Roma, 26 novembre 2016 – Onestamente, con tanta buona volontà e senza sapere alcunché di compassi e grembiulini bianchi, si fa fatica a credere che la Massoneria del Grande Oriente d’Italia possa chiedere le dimissioni del suo capo, Stefano Bisi, per una sponsorizzazione da parte del Monte Paschi di Siena, Mps, a una società di pallacanestro, la Mens Sana Basket.

La notizia della richiesta di dimissioni del Gran Maestro avanzata per lettera da Giovanni Esposito nel suo ruolo di Gran Tesoriere del Goi, è stata pubblicata sul portale Tiscali qualche giorno fa (http://notizie.tiscali.it/cronaca/articoli/massoneria-goi-bisi-dimettiti-caso-mps/), ispirandosi a un articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano.

E’ risaputo che il passa parola porti inevitabilmente a deformare alcune informazione e a questo fenomeno non fa eccezione il passa parola mediatico. Pur considerando questo fenomeno, che la pressione fatta da Bisi (ammesso che ci sia stata) negli anni in cui non era ancora eletto presidente sulla banca senese per sostenere economicamente una società sportiva legata al territorio, appare una motivazione paravento per chiedere l’impeachment di un Venerabile Maestro.

Non conoscendo nulla, se non per sentito dire, dei meccanismi che regolano le strutture latomistiche, alcune domande agli ignari cafoni sorgono spontanee: che cosa c’entra la sponsorizzazione da parte del Monte Paschi con la richiesta di dimissioni del capo della Massoneria? Ovvero, che cosa c’entra la Massoneria con la banca Mps?

Leggendo l’articolo su Tiscali ispirato all’articolo del Fatto Quotidiano, si apprende una motivazione. Stefano Bisi avrebbe compiuto un fatto purtroppo comune nell’Italia di oggi, ma in ogni caso disdicevole assai: pare che sia imputato di ricettazione. Insomma, avrebbe ricevuto uno stipendio da 5mila euro al mese (chissà se è vero, n.d.r.) da parte della Mens Sana Basket in un periodo in cui il Monte Paschi di Siena era sponsor di questa società.

Chi bazzica il “dietro le quinte” dello sport italiano sa bene che spesso lo sport non è per niente leale e per niente pulito. Intrallazzi e intrallazzetti sono all’ordine del giorno. Alcune volte finiscono sotto le grinfie della magistratura ed emergono gli scandali; altre volte si guarda da un’altra parte per cercare di non vedere e illudersi che esista un’isola felice. Addirittura, stando ad alcune denunce sul web da parte di allenatori di calcio di squadre dilettantistiche, neanche queste aree sono esenti da fenomeni riprovevoli.

Secondo la lettera pubblicata dal Fatto Quotidiano e riportata dal portale Tiscali, Esposito avrebbe scritto a Bisi in questi termini: “Carissimo Venerabilissimo Gran Maestro, con vivo rammarico e grande preoccupazione ho appreso della richiesta di rinvio a giudizio formulata nei tuoi confronti. Con sgomento poi constato che Ti si addebita una ipotesi di reato che appare lesiva della sensibilità sociale, particolarmente invisa alla pubblica opinione, e che inoltre colloca i fatti nell’ambito di uno dei più grandi scandali della Repubblica negli ultimi decenni”. E senza mezzi termini, Esposito chiede le dimissioni.

Dal comune sentito dire, la Massoneria sostiene di avere la sua ragion d’essere in un’attività a sostegno dei “fratelli” e – come è scritto sul sito ufficiale del Goi – “opera per l’elevazione morale e spirituale dell’uomo”. Se effettivamente Stefano Bisi si è macchiato di uno stipendio aggiuntivo per essere stato mediatore di una sponsorizzazione sportiva, non sarebbe bello.

Però, pare di capire che la Toscana in questi ultimi anni abbia vissuto drammi ben più importanti di una sponsorizzazione sportiva; drammi che vanno dal quello di Banca Etruria con i poveri ignoranti cafoni truffati dei loro risparmi a quello più recente proprio del Monte Paschi di Siena con tanto di minaccia (neanche troppo velata) da parte di JP Morgan. Tutti ricorderanno l’aut aut fatto di recente dal colosso finanziario americano che dopo aver imposto al Mps il nome dell’amministratore delegato (così dicono i bene informati) si è spinta a dire che se non vincerà il sì al Referendum, il Monte Paschi di Siena ne pagherà le conseguenze.

Ordunque, nell’Italia degli scandali bancari, delle bancarotte bancarie e nell’Italia delle corruzione, delle Trattative, delle corruttele se all’ignorante cafone viene il sospetto che la storia della sponsorizzazione sportiva con cui la Massoneria chiede le dimissioni del suo Gran Maestro sia solo la scusa più banale per una resa dei conti ben più pesante, tale sospetto è più che giustificato e per niente sufficiente a tacciare il cafone ignorante di complottismo.

Elisabetta Tonni

 

 

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