FIGC, FIFA, UEFA: TRIADE DEL CALCIO PIÙ MARCIO. NON SI SALVA NESSUNO

Pallone

Roma, 5 giugno 2015 –  La realtà del calcio supera la fantasia. In Italia come all’estero. Le contraddizioni e le gaffe della Federcalcio, le partite comprate a macchia di leopardo in tutti i campionati nostrani dalla A all’Eccellenza; la conclamata corruzione della FIFA, in attesa che si scoprano le magagne dell’UEFA il cui presidente, Michel Platini, non si candida e sta in disparte, presago della prossima tempesta. La fotografia sul calcio attuale è un disastroso dagherrotipo d’altri tempi su un gioco che è tutt’altro che sport, terreno di malaffare, di tangenti, di assegnazioni comprate, di affari personali, di match fixing, una scandalosa esibizione di scarsa moralità. All’ante-vigilia di Juventus-Barcellona, finale di Champions League, si può ancora credere al calcio? Lo smemorato supporter si toglierà le bende dagli occhi e potrà fare auto-coscienza, consapevole vittima di marketing e affari orditi a dispetto della propria buonafede? Quando ci sarà un riscatto della memoria, delle responsabilità civile, della capacità di emendarsi dal cieco e bieco tifo per la propria squadra del cuore? Le rivelazioni lasciano macerie dell’esistente e immaginare ex abrupto una palingenesi richiede un wishful thinking un po’ drogato. La FIFA che ha incassato una poco negabile tangente dal Sudafrica per ospitare i mondiali (10 milioni) era talmente ricca e monopolista come referente dell’istituzionale calcistica da potersi permettere di indennizzare con 5 milioni di dollari (mai denunciati fino a ieri) la federazione irlandese per chiudere definitivamente il caso del fallo di mano di Henry (Francia) che contribuì in maniera decisiva all’eliminazione dell’Irlanda dai mondiali del 2010. Anche sul mondiale del 2014 in Brasile si addensano ombre mentre è chiaro a tutti che l’assegnazione del mondiale del 2022 nel Qatar non obbedisce ad alcun requisito tecnico e neanche geopolitico ma solo a oscure e corruttive trame di Palazzo. Il nome del brasiliano Texeira del resto rimanda a quello di Havelange, predecessore di Blatter al vertice della FIFA. Ci riconsoliamo con l’Italia? Dove il citì della nazionale Conte lascerà con ogni probabilmente l’incarico se sarà tra gli oltre cento indagati della prossima infornata dell’inchiesta di Cremona (giudici Di Martino e Salvini) sulle partite truccate, dove il presidente della Federcalcio Tavecchio è solo un po’ razzista, l’ex della Lega Dilettanti appena un po’ omofobo (Belloli: “Perché dobbiamo dare i soldi a quelle quattro lesbiche?”) mentre il vice-presidente Macalli, inibito per sei mesi in merito alla vicenda- Crema calcio. Madre e spia di tutti i mali: non sappiamo per chi abbia votato Tavecchio nell’ultimo conclave FIFA, ma l’esito di quella votazione lascia poco spazio ai dubbi.

Daniele Poto

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