HELG, IL VECCHIETTO CARDIOPATICO

Roberto-Helg

Quando finiscono in carcere diventano tutti vecchi e malati. E Roberto Helg, colto con la mazzetta sulla scrivania e l’assegno in tasca, non ha fatto eccezione. Come riportato dal Corriere.it, Helg ha fatto richiedere dal suo avvocato gli arresti domiciliari. Ha una grave cardiopatia e la veneranda età di 78 anni. Tali condizioni lo rendono incompatibile con il carcere, ma non lo hanno reso finora incompatibile con tante belle poltrone su cui si sedeva. Helg, proveniente da una nota e affermata famiglia di commercianti, è presidente della Camera di Commercio di Palermo, presidente della Confcommercio Palermo e vice presidente della Gesap, la società che gestisce l’aeroporto di Palermo. È con questa carica che ha richiesto 100 mila euro alla pasticceria Palazzolo per il rinnovo della concessione all’interno della struttura intestata ai due veri paladini dell’antimafia, Falcone e Borsellino. Come è possibile che un quasi ottantenne si ritrovi in difficoltà economiche così gravi – come lui stesso ha dichiarato per mettere una pezza che è stata peggiore del buco – tali da richiedere una tangente? Che tenore di vita deve avere un vecchietto arzillo, seppur gravemente cardiopatico, per non riuscire a coprire le spese con ben tre incarichi retribuiti? Non si sa quali siano i compensi che riceveva per sedere sui vertici più alti di queste organizzazioni, ma un dato è certo: non lo si fa a titolo gratuito. E i pochi che non percepiscono stipendio, percepiscono probabilmente altri benefici. La grave cardiopatia, che non può essere smentita da alcuno fuorché da un medico, come poteva renderlo così abile e in grado di saltare da una poltrona all’altra con tutti gli impegni formali e sostanziali che tali incarichi comportano? Le immagini dei telegiornali, dei video su Internet e di molte fotografie lo immortalano a difesa della legalità e della lotta alla corruzione. È ritratto accanto all’allora Procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso; finanziava i premi dedicati a chi ha pagato con la vita il no all’estortore e spendeva parole di cui – a giudicare da quel che si legge – conosceva molto bene il significato. Il cittadino comune può avere il timore che questa mazzetta non sia stata l’unica? Le ultime tre poltrone su cui Helg sedeva in questi anni sono decisamente strategiche e di potere per il tessuto economico del territorio. Le accuse hanno bisogno di prove, mentre le ipotesi possono seguire il filo della logica. Un vecchietto cardiopatico avrebbe dovuto trascorrere il suo tempo nei parchi, in passeggiate sulla battigia, a raccontare favole di buona morale ai bambini e a fare la fila dai cardiologi per i doverosi controlli. E invece no. La cardiopatia è silente fino all’arresto. O è l’arresto che procura la cardiopatia?

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