IL BOCCONE AMARO SERVITO A ROMA NEI RISTORANTI DI VARSI

Roma, 4 aprile 2017 – Turisti e cittadini che si sono fermati per una pausa di ristoro in questi pubblici esercizi hanno alimentato un’economia criminale. Il ristorante “VARSI BISTROT” di via della Conciliazione; ristorante “FRANKIE’S GRILL” di via Veneto; i ristoranti “LA SCUDERIA” e “LA PIAZZETTA DEL QUIRINALE” (già “AL PRESIDENTE”) in prossimità della nota Fontana di Trevi; il ristorante “AUGUSTEA” di viale di Trastevere e altri bar e un’enoteca con somministrazione, bar e gelaterie, di proprietà totale o parziale di Francesco Varsi, hanno servito per anni un ‘boccone amaro’ alle casse dello Stato, evadendo il fisco. Ma con l’operazione condotta dalla polizia tributaria, il boccone amaro questa volta potrebbe ingoiarlo lui, l’imprenditore campano, di 70 anni, a cui è stato sequestrato un patrimonio del valore complessivo di 10 milioni di euro formato anche da questi pubblici esercizi di grande notorietà.

L’operazione conferma che i pubblici esercizi sono spesso le attività economiche che fanno gola alla criminalità. Moltissimi sono stati i casi che hanno fatto da contorno a quelli più clamorosi del Café de Paris, alle catene di Pizza Ciro, passando per tanti altri esempi non proprio gloriosi.

Il provvedimento è stato disposto dal Tribunale di Roma ed è stato eseguito dagli specialisti del Gico (Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata) del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma, dimostrando ancora una volta, come la stessa GdF tiene a precisare nel comunicato stampa, “la priorità attribuita dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia e dalla Guardia di Finanza all’aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati“.

L’operazione, definita non a caso “Boccone Amaro”, ha individuato un’ipotesi di evasione fiscale compiuta attraverso un reticolo societario molto complesso formato proprio dalle società riconducibili a Varsi che è riuscito a schermare nel tempo un patrimonio ingente assolutamente sproporzionato rispetto alla sua capacità reddituale modestissima. Francesco Varsi, stando a quanto affermato dal Gigo, risulta avere numerosi precedenti ed essere stato più volte condannato, fra il 1966 e il 2011, tra l’altro, per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, vendita di prodotti industriali con segni mendaci, minaccia, emissione di assegni a vuoto, lesioni personali, furto e rapina.

A lui sarebbero riconducibili, di fatto, la gestione – diretta o indiretta – di 8 compagini societarie, formalmente intestate ai familiari e ad un’ulteriore persona giuridica, a sua volta titolare dei pacchetti societari di altre società, anche allo scopo di occultare i proventi milionari di numerosi reati fiscali.

Oltre ai pubblici esercizi già menzionati, sono stati sequestrati anche 19 unità immobiliari, tra fabbricati e terreni, site nei comuni di Roma ed Ardea (RM); 13 auto-motoveicoli; conti correnti e titoli; preziosi (orologi di valore, gioielli, ecc.); una lussuosa villa (con annessi terreni) sita in zona San Polo dei Cavalieri (Rm). Il patrimonio è passato sotto la gestione di un pool di amministratori giudiziari nominati dal Tribunale di Roma.

Elisabetta Tonni