IL GIUBILEO STRAORDINARIO SENZA LAVORI STRAORDINARI

Basilica di San Giovanni (foto: Elisabetta Tonni)
Basilica di San Giovanni (foto: Elisabetta Tonni)

Roma, 14 dicembre 2015 – Con l’apertura di tutte le poste Sante, da Bangui a San Pietro, San Giovanni, San Paolo, Cattedrali e Monasteri di tutto il mondo, il Giubileo è iniziato. Roma non è stata presa d’assalto dai pellegrini neanche nei giorni più significativi e il traffico nelle strade non registra quel collasso temuto con il quale si voleva giustificare l’avvio di molti cantier

i. Sicuramente il successo della tranquillità con cui si sono svolti eventi tanto importanti è stata opera del buon lavoro di coordinamento. Per dirla in altre parole, ognuno ha fatto il proprio lavoro bene fino in fondo, in modo professionale e senza atti di eroismo.

Or dunque, erano davvero così impellenti quei lavori straordinari da completare prima dell’apertura del Giubileo per rendere Roma adatta all’evento? Vuoi vedere che il Papa ha cercato di mettere tutti davanti alla prova dei fatti? Il Giubileo può partire da Bangui. I lavori di manutenzione devono servire per il quotidiano e non per lo straordinario. Vuoi vedere che fra le intenzioni del Papa nell’indire un Giubileo straordinario c’era anche quella di dimostrare che non serve strafare? Vuoi vedere che l’autodisciplina, il senso di coscienza e il buon senso sono l’arma più potente? Vuoi vedere che per cambiare il mondo bisogna cominciare a cambiare se stessi, bisogna praticare una rivoluzione non violenta, bisogna rispettare le maggioranze ma non dimenticare le minoranze?

Non bisogna essere tanto dietrologi per capire il messaggio che oltretutto è espresso in maniera chiara e palese. Bisogna andare nelle periferie, ricordarsi degli ultimi: un principio che vale per le persone e per le attività. Che cosa sono le manutenzioni ordinarie? Spesso sono i lavori che si mettono alla fine di un elenco, perché sono noiosi, richiamano attenzioni all’apparenza meno utili di altre e si finisce per metterli all’ultimo posto fin quando ci si ricorda che è il giorno della festa e che quindi tutto deve essere perfetto, lindo e pinto. È un po’ come quando arriva l’ospite improvviso. Ci accorgiamo che la casa non è in ordine, l’autovettura non è lavata e le persone sono magari in abiti da casa o da lavoro.

La devastazione di Mafia Capitale ha reso a brandelli la città, senza che ci fossero Giubilei o eventi eccezionali. Tanto per fare un esempio, nella gestione del sindaco Alemanno per anni è stata rifatta la pavimentazione di via Nazionale. Per sostituire i sampietrini romani a terra, si partiva da piazza della Repubblica per arrivare a piazza Venezia e ricominciare immediatamente dopo. Solo in quel tratto. Non si aveva neanche la decenza di attendere sei mesi fra un rifacimento e l’altro. A chi tornasse utile quella ripetitività di opere inutili con quella frequenza non è dato sapere. La magistratura non ha indagato su quell’opera, forse perché nessuno ha mai denunciato e Mafia capitale può essere stata molto più vasta di quanto non sia emerso finora. La metro C è diventata l’opera più costosa d’Europa (su questo si è indagato, eccome) e ancora non è terminata. I lavori presso l’area dei Fori Imperiali hanno comportato il puntellamento dei monumenti maestosi più esposti alle vibrazioni e l’immagine che evocavano del vecchio saggio ha lasciato il posto a quella di un anziano con il bastone.

Svaniti i lavori straordinari a Roma per il Giubileo, la capitale si candida a ospitare le Olimpiadi del 2024. Il principio, però, non cambia mica. Roma ha gli impianti sportivi necessari a tutte le pratiche sportive? La risposta è “no”. Lo sanno tutti. Ma gli impianti servono ai cittadini, agli sportivi romani, italiani e di qualsiasi nazionalità per praticare la loro arte o servono da scusa per effettuare lavori, come al solito di urgenza? Ci sono stadi a sufficienza per far allenare gli atleti ogni giorno? Se non ci sono, vanno costruiti subito a prescindere dalle Olimpiadi; se ci sono, non servono altre opere edili. Per tornare all’esempio dell’abitazione, sarebbe come costruire una casa per poter avere (forse) un ospite, anziché costruirla perché si ha bisogno di un riparo proprio.

Elisabetta Tonni

3 thoughts on “IL GIUBILEO STRAORDINARIO SENZA LAVORI STRAORDINARI

  • 14/12/2015 at 21:44
    Permalink

    Io abito a Porta San Paolo, sono venti giorni che vanno avanti i lavori per il Giubileo e non sono ancora terminati. Per andare a scuola sulla Portuense ogni volta devo fare la gimcana, con grande rischio per me e per gli altri, per evitare buche enormi, tombini sconnessi ecc. Non sempre ci riesco e quando “becco” la buca dico parole che al Papa non farebbero proprio piacere! Quelle buche sono lì da almeno 3 anni. Ah! già ma quello forse è uno dei lavori da mettere in ultimo nella lista! Adele Mari.

  • 21/12/2015 at 16:57
    Permalink

    Cara Adele Mari,
    Lei ha talmente ragione che, due giorni dopo la pubblicazione dell’articolo, i mass media romani hanno riferito la notizia che la magistratura sta esaminando i lavori stradali proprio per i motidi da lei così ben raccontati. Quello che emerge è sempre la punta dell’iceberg. Continui a seguirci e, se vuole, a segnalare tutto ciò che non funziona attorno a lei.
    La redazione

  • Pingback: POTERI FORTI E RETORICA PER UNA CANDIDATURA SENZA BASI. ROMA 2024 È SOLO UN FUOCO DI PAGLIA | IoDenuncio.it

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>