IL PROBLEMA DI ROMA È IL GUANO, MA … “L’È UNA BELLEZZA NATURALE”

SINTESIS - A large flock of starling birRoma, 11 gennaio 2016 – Diciamolo chiaramente. Il sogno segreto di ogni giornalista è quello di realizzare, prima o poi nella sua carriera professionale, una bella inchiesta sulla cacca degli uccelli. E sì, perché è questo il guano: le feci dei volatili. Anzi, a guardare il vocabolario Treccani, il guano, sostantivo maschile derivante dal termine spagnolo guano, è una “sostanza naturale, formata dalla decomposizione di escrementi di vertebrati, in particolare di uccelli marini e di chirotteri troglofili, che si accumula dove non esiste o è minima la possibilità di dilavamento, per esempio in cavità sotterranee o in aree aride come le coste del Perù e del Cile è ricca di fosfati e composti azotati, utilizzabile come fertilizzante”.

Ecco, da un po’ di tempo a questa parte a Roma non si parla quasi di altro. I problemi della Città Eterna, fino a pochi mesi fa disperata per l’approssimarsi del Giubileo che nulla le avrebbe cambiato, si sono sciolti come neve al sole caldo di questo inverno da surriscaldamento globale.

La presenza dei topi e gli escrementi degli storni mentre a stormi volteggiano nel cielo sono le questioni capitali che affliggono la vita dei cittadini. E dire che quelle nuvole nere schiamazzanti e defecanti sono sempre esistite. È così: dicono gli etologi che sul cambiar della stagione, gli storni si alzano in volo e disegnano un quadro astratto e caleidoscopico per lasciare sull’immensa, infinita tela azzurra la loro firma prima di avviarsi ver le belle mete.

In genere succede a novembre; le strade diventano scivolose e maleodoranti. Poi, arrivano le piogge. E l’acqua che cala dalle nuvole lava le vie. Quest’anno, invece, questo terribile problema persiste. Non c’è verso di far capire agli uccelli che devono emigrare, che per loro qui non c’è asilo. I volatili restano sui rami di Roma. È una piaga, come quella del traffico di Palermo nel film di Benigni, Johnny Stecchino.

La storia del guano (dove arriverà, questo non si sa) sta conquistando l’attenzione dei quotidiani nazionali più accreditati. Ha fatto scivolare via dalle pagine persino la presenza delle infiltrazioni criminali, mafiose e corruttive che avevano infestato la pubblica amministrazione. A leggere i giornali, il trasporto pubblico pare che stia riprendendo a marciare, che i cantieri già avviati stiano celermente procedendo, che le strade non abbiano più buche (forse sono state riempite con il guano), che non ci sia più la microcriminalità e che l’economia sia rialzando la testa.

Adesso rimangono i problemi dei topi, degli stormi di storni e del guano che producono, ma d’altra parte, come affermava Zio: “davanti a questa terribile piaga l’uomo non può niente. Ma dicono che l’è una bellezza naturale”.

Elisabetta Tonni

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