IL TRATTATO DI ROMA AI TEMPI DEI PIIGS

Anna2 documentario piigsRoma, 18 marzo 2017 – A ridosso dei 60 anni dei Trattati Roma, il 25 marzo, con cui si ponevano le basi per la nascita della Comunità europea, il documentario Piigs di Adriano Cutraro, Federico Greco, Mirko Melchiorre farà sicuramente discutere e lo farà in chiave polemica. L’uscita del lungometraggio è prevista per aprile e racconta le scelte fatte dai governanti italiani ed europei per mettere in pratica quell’idea nobile dell’Unione europea contenuta nel Manifesto di Ventotene scritto anche da Altiero Spinelli.

Che l’Europa di oggi non funzioni lo dicono ormai tutti, dai componenti del Consiglio Europeo al cittadino più sprovveduto, passando per tutti i luminari, economisti e politici di qualsiasi nazione. Ma, nella tesi del documentario, il motivo per il quale il progetto europeo sia fallito nei fatti sono pochi a saperlo e ancora meno sono coloro che, sapendolo, hanno il coraggio di ammetterlo e farlo sapere.

Come reagireste se qualcuno vi dicesse che alcuni super economisti hanno sbagliato a incolonnare alcune cifre nel foglio excel e che anche da quell’errore banale è scaturita la crisi economica in cui versano alcuni Paesi europei, fra cui l’Italia?

E se vi dicessero ancora che il famoso rapporto del 3% deficit/pil, messo nero su bianco dal trattato di Maastricht è stato individuato durante una chiacchierata di un’ora al telefono fra un funzionario del Governo e il presidente Mitterand della Repubblica francese? E se vi dicessero che il gran rincorrere un’economia solo finanziaria fosse frutto delle convinzioni di un manipolo di gente senza alcuna disponibilità al ripensamento anche davanti alla disfatta? E che nella Costituzione italiana sono state introdotte modifiche che possono essere lette come incostituzionali?

Siete liberi di non crederci, ma su questi presupposti si basa il documentario. Il titolo, Piigs, è chiaramente in riferimento all’acronimo formato dai nomi dei primi paesi europei (Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna) individuati a rischio default e che invece stanno ancora lì. In inglese pigs vuol dire maiale. Poco dopo, alla lista di questi paesi venne aggiunta anche l’Italia e l’acronimo divenne Piigs, ma la pronuncia non mutò la traduzione dall’inglese all’italiano. Per questi paesi si ipotizzavano scenari apocalittici. Come avvenne per la Grecia: sembrava sull’orlo dell’espulsione dall’Europa. E invece ad uscire è stato il Regno Unito. E lo ha fatto per volontà popolare, senza che si verificasse lo sprofondamento del paese che era vagheggiato prima del referendum sulla Brexit. E così andando avanti nella visione del documentario si potrebbe scoprire che i verimaiali non sono affatto gli Stati indicati dall’acronimo, ma qualcun altro.

Il lungometraggio di 70 minuti si basa su ricerche e indagini durate cinque anni. La narrazione si concentra sulla storia di una cooperativa sociale, “Il Pungiglione” e ripercorre tutte le difficoltà economiche in cui si trova, schiacciata e messa ai margini (come emarginate sono le persone di cui si prende cura) dal peso della crisi impietosa. Il Comune di Monterotondo e la Regione Lazio non sono in grado di di restituire il credito di un milione di euro alla cooperativa che così rischia il fallimento con conseguente licenziamento di 100 dipendenti e abbandono al loro destino di 150 disabili.

Come per tutti i film del reale, la tesi degli autori si avvale di testimonianze. A sviluppare il ragionamento, guidato dalla voce fuori campo di Claudio Santamaria, sono il filosofo e linguista Noam Chomsky (definito dal New York Times il più grande intellettuale vivente), Yanis Varoufakis (ex ministro greco delle Finanze), Stephanie Kelton (economista capo del budget del Senato degli Stati Uniti e consulente ecYanis_Varoufakisonomico Bernie Sanders), Warren Mosler (insider finanziario, esperto di sistemi monetari), Paul De Grauwe (London School of Economics), Erri De Luca (scrittore).

Il documentario sfata anche alcuni dei dogmi ferrei che influenzano le politiche dell’Unione europea e che stanno portando all’ipotesi, vera o presunta, di un’Europa a due velocità. Secondo il documentario, pur di non rimettere in discussione tali dogmi, i governanti europei e delle singole nazioni impediscono ai loro Paesi, cioè ai cittadini, di uscire dalla crisi, una delle peggiori degli ultimi cento anni. In Italia (dati Istat) è stato raggiunto nel 2016 il livello di povertà assoluta: 4 milioni e seicentomila persone; secondo il Censis, 11 milioni di persone hanno rinunciato alle cure sanitarie. E se ad ammettere, come avviene nel documentario, che “sì, ci siamo sbagliati; ce lo avevano detto che non avrebbe funzionato, ma noi pensavamo di farcela lo stesso” è uno degli architetti dell’Europa di oggi, qualche riflessione profonda va fatta.

Elisabetta Tonni

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>