INPS, LE TANTE FALSITÀ SUL VINCITORE DEL CONCORSO DI CAPO UFFICIO STAMPA

Tito Boeri
Tito Boeri

Roma, 22 dicembre 2015 – Questo articolo è frutto di dicerie e come tale va considerato. Il chiacchiericcio quasi mai è supportato da riscontri; la maggior parte delle volte trova la sua fonte nelle gelosie e nelle invidie di cui l’essere umano non riesce a liberarsi, ma in alcuni casi scaturisce da fatti seppur privi di prova.

Si dice, allora, che per il concorso indetto dall’Inps per una posizione di dirigente con la qualifica di capo ufficio stampa, il nome del vincitore circolasse già prima del suo svolgimento. Si tratta di un nome preciso e non di una rosa di nomi.

Il risultato del concorso che si è svolto venerdì 18 dicembre sarà reso noto – così spera la commissione – entro fine gennaio 2016. Si dice però (con l’aiuto delle sfera di cristallo) che il fortunato vincitore sarà un giornalista professionista dal 1991, porta gli occhiali da vista e lavora per un quotidiano importante. Dal suo curriculum scaricabile dalla Rete non risultano esperienze in alcun ufficio stampa. Sono dicerie, frutto di invidia degli altri 131 concorrenti che rimarranno fuori e di tutti quelli che neanche hanno partecipato.

Si dice anche – ma la notizia è passata almeno da tre bocche a tre orecchie (se non di più) e quindi da cestinare immediatamente, perché priva di riscontro attendibile – che qualcuno nel palazzo di via Ciro il Grande abbia detto che il concorso è ‘piuttosto’ pilotato. Si tratta di cattiverie e menzogne.

La prova scritta del concorso non era troppo complicata e mediamente superabile, anche se i vertici dell’Istituto non si aspettavano un numero così alto di candidature. E questo non è frutto di dicerie, ma di loro ammissione pubblica. Come è possibile che l’Inps non si aspettasse un numero così alto di partecipanti? Lo sa l’Inps che l’informazione transita sempre meno per i mass media tradizionali? Lo sa l’Inps che le redazioni delle testate sono pressoché tutte in stato di crisi, che i giornali non li legge quasi più nessuno, che le emittenti locali non esistono praticamente più, che solo la radio e la televisione nazionale sopravvivono e che i mass media online (futuro del giornalismo) pagano cinque euro lordi ad articolo (vale anche per le inchieste) se non addirittura pagano solo la gloria? Lo sa l’Inps che se si pubblicano sui social o sui blog argomenti o foto dei gatti si totalizzano milioni di visualizzazioni che fanno scattare incassi pubblicitari, mentre l’informazione seria raggiunge qualche centinaia di visualizzazioni e rimane a bocca asciutta? Lo sa l’Inps che sono rarissimi i giornalisti che riescono a individuare nuovi spazi professionali, compresi gli uffici stampa, in cui riproporsi?

La meraviglia è della meraviglia dell’Inps nel constatare tanti partecipanti. Una meraviglia da cui nasce una preoccupazione: che non si abbia ben presente quale sia lo stato reale dell’occupazione almeno nel giornalismo, anche se questo passa per un’altra cassa previdenziale. Il mercato del lavoro (che è quello dei pensionati del futuro), infatti, è dato dalla sommatoria complessiva di tutti i reparti produttivi di un paese, compresi quelli che rispondono ad altre previdenze private alternative all’Inps (o che sfuggono alle une e alle altre). Anche perché se qualcuna di queste dovesse fallire, la storia è sempre maestra, qualcun altro se ne dovrà fare carico.

Va però spezzata una lancia: a furia di occuparsi per un tempo troppo lungo di un aspetto della società con gli occhi dei dati statistici si rischia di avere una sola angolazione e perdere di vista tanti dettagli dei mutamenti che caratterizzano quella stessa società. Un’altra lancia va spezzata a favore del fortunato vincitore del concorso: se le dicerie frutto della sfera di cristallo confortata dalle malignità e cattiverie fossero confermate, si tratta comunque di un professionista bravo e competente. E che si tratti di dicerie false e maligne è confermato dal fatto che la chiamata diretta esiste come procedura, soprattutto se giustificata dalla qualifica della persona prescelta; non si spiegherebbe altrimenti l’organizzazione di un concorso.

2 thoughts on “INPS, LE TANTE FALSITÀ SUL VINCITORE DEL CONCORSO DI CAPO UFFICIO STAMPA

  • 02/01/2016 at 16:33
    Permalink

    Articolo scorrevole e comprensibile, diretto nella denuncia e diplomatico nella conclusione.

  • 03/01/2016 at 14:09
    Permalink

    Grazie gentile Mirella,
    vediamo se la sfera di cristallo avrà previsto il vero

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>