Ritrovato dai Carabinieri forestali di Palermo, dopo la segnalazione effettuata dai ricercatori dell’Istituto l’esemplare, appartenente ad una specie particolarmente protetta, è stato sottoposto subito a radiografia e l’esame ha confermato la presenza di numerosi pallini nel corpo.

Si tratta di un grave atto di bracconaggio contro una specie in via d’estinzione, appartenente alla famiglia degli avvoltoi, alla cui reintroduzione in natura sta lavorando Ispra nell’ambito del progetto europeo LIFE “Egyptian vulture” (nome con cui è conosciuta la specie a livello internazionale). L’animale abbattuto era uno dei due esemplari nati in cattività lo scorso mese di maggio in Toscana e rilasciati in natura poche settimane fa nel Parco della Murgia Materana. “Clara”, il nome del giovane esemplare abbattuto, aveva spiccato il volo nei giorni scorsi con la sorella “Bianca”, dopo aver trascorso un periodo di ambientamento nel Parco del materano. Al momento erano in volo sulla Sicilia alla volta del Nord Africa. I movimenti degli uccelli erano monitorati h24 dai ricercatori dell’Ispra, grazie al sistema GPS posizionato sugli esemplari, verificando così, in tempo reale, la rotta seguita.

Il corpo del capovaccaio abbattuto illegalmente è sotto sequestro ed è stata aperta un’indagine per rintracciare gli autori del grave episodio. Grazie ai segnali GPS, infatti, sono noti luogo e momento dell’uccisione; questo strumento consentirà di verificare la presenza di celle telefoniche nell’area dove è avvenuto l’abbattimento.

Ispra fornirà tutta la collaborazione tecnico scientifica alle autorità per le indagini in corso. Oltre ad essere pienamente coinvolto nell’attività di contrasto al bracconaggio, promossa dal Ministero dell’ambiente, l’Istituto ritiene quanto accaduto un atto di enorme gravità nel contesto delle intense attività di conservazione degli avvoltoi che la UE promuove grazie al finanziamento di progetti europei. Il capovaccaio è una delle specie più a rischio di estinzione a livello internazionale. In Italia si è assistito al crollo drammatico della popolazione di questa specie, che è passata da diverse centinaia di coppie, all’inizio del Novecento, a meno di 15 ai giorni nostri.

Ispra auspica la massima collaborazione e sensibilizzazione affinché simili episodi non debbano ripetersi in futuro nel nostro Paese.