Con gli ultimi tre arresti avvenuti a distanza di pochi giorni da quella di 32 persone accusate di associazione mafiosa, traffico di droghe e detenzione abusiva di armi, l’operazione Kerkent si è conclusa sotto il profilo dell’esecuzione dei provvedimenti restrittivi emessi dall’Autorità Giudiziaria.

La custodia cautelare è scattata a seguito della costituzione dei tre indagati; due di loro si sono consegnati alla sezione operativa della Dia di Agrigento, mentre il terzo si è consegnato alla stazione della Stazione Carabinieri di Briatico (VV), in Calabria.

A renderlo noto è stata la Dia che ha reso note anche le generalità degli arrestati. Secondo quanto riportato nel comunicato stampa, si tratta degli agrigentini: Fabio Contini e Gerlando Massimino.

Il primo, 39enne, già collaboratore del cognato Giuseppe Messina (anch’egli arrestato in quanto ritenuto il luogotenente del capo Antonio Massimo, nella gestione dell’autolavaggio sito nel quartiere Villaseta ad Agrigento, base operativa e logistica dell’associazione illecita.

Massimino, 31enne (figlio di Antonio, per come emerso dalle indagini, riconosciuto il capo della famiglia mafiosa di Agrigento/Villaseta e dell’associazione dedita al traffico e spaccio di stupefacenti).

Contino e Messina sono indagati per aver fatto parte dell’associazione illecita dedita al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso.

Nello stesso tempo in Calabria si è costituito il calabrese Domenico Mandaradoni, 31enne, di Francica (VV), ritenuto responsabile di concorso nell’associazione illecita dedita al traffico e spaccio di stupefacenti, col compito di corriere della droga.