“LA MAFIA UCCIDE SOLO D’ESTATE” CHE VUOLE UCCIDERE LA MAFIA TUTTO L’ANNO

Roma, 16 novembre 2016 – La serie tv “La mafia uccide solo d’estate” ispirata all’omonimo film su grande schermo di Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, è diverso da altre produzioni dello stesso filone.

I film sulla mafia in tv (e al cinema) hanno destato quasi sempre grande interesse e aspettative, esattamente come sta avvenendo per la serie in onda su Rai Uno da lunedì 21 novembre in prima serata.

A partire dai lunghi anni de “La Piovra” per finire ai lavori più recenti di Gomorra, il genere sui padrini e le pistole sembra affascinare molto i telespettatori. Ed è proprio questo aspetto che, invece, preoccupa molto alcuni degli addetti ai lavori. Nicola Gratteri, uno dei magistrati migliori in Italia nella lotta alla ‘ndrangheta, procuratore a Reggio Calabria, ha espresso tutto il suo scetticismo sulla rappresentazione sul piccolo e grande schermo delle gesta prepotenti e arroganti dei criminali.

Secondo Gratteri questi film producono un effetto negativo, cioè rischiano di diventare fonte di ispirazione e di fascino soprattutto da parte dei ragazzi verso la mafia. Questo concetto lo ha ribadito di recente durante un talk show dove un pizzaiolo di Napoli (ospite assieme a Gratteri) ha confermato che – secondo lui – la serie televisiva incentrata sui crimini della Camorra avrebbe fatto aumentare gli atteggiamenti strafottenti in alcuni giovani desiderosi di simulare i personaggi della fiction.

Pif, a differenza di altri autori, usa la chiave dell’ironia. I personaggi del suo lungometraggio, vincitore di due David di Donatello, nel raccontare episodi veri e crimini efferati nella Sicilia degli anni Ottanta (dal ’79 al ’91 per essere più precisi), tesse una trama che scatena la risata senza svilire la gravità degli omicidi e degli intrallazzi.

La stessa impostazione si ritrova nella serie televisiva diretta da Luca Ribuoli che apporta alcune rivisitazioni rispetto alla proposta cinematografica. “Ho cercato di creare un mondo – afferma Ribuoli nelle note di regia – che prendesse spunto dal film ma che poi riuscisse ad avere una propria autonomia perché il racconto ha altre regole, altri tempi”.

Un concetto che aveva già espresso in questo servizio realizzato sul set con il lavoro di ripresa in corso e all’indomani del successo televisivo di due serie proprio sulla mafia e sulla corruzione.

In questa logica, alcuni personaggi cambiano nome, altri rimangono gli stessi. Arturo (cioè il piccolo Alex Bisconti che da adulto è interpretato dallo stesso Pif) diventa Salvatore (Eduardo Buscetta) sul piccolo schermo. Non cambia invece la voce narrante che è sempre di Pif e non varia neanche il nome di Fra Giacinto, il religioso molto vicino a Cosa Nostra, interpretato però da Nino Frassica, nome di punta di un cast prestigioso: Claudio Gioè, Anna Foglietta, Francesco Scianna, Valentina D’Agostino e altri ancora.

La vera novità della proposta di Pif e quindi di Ribuoli sta appunto nell’ironia. Finora i film sulla mafia sono sempre stati interpretati con molte chiavi di lettura, ma mai sotto l’aspetto del ‘riso amaro’. E come esperienza insegna, chi usa questo strumento ottiene risultati più incisivi: irrita i malavitosi e spegne sul nascere il tentativo di ispirarsi a personaggi che sono da contrastare.

Elisabetta Tonni

One thought on ““LA MAFIA UCCIDE SOLO D’ESTATE” CHE VUOLE UCCIDERE LA MAFIA TUTTO L’ANNO

  • 20/12/2016 at 23:31
    Permalink

    E bravo Luca Ribuoli! Sì, credo che questa vena ironica “ereditata” da Pif sia proprio vincente, non solo per far capire i meccanismi della mafia e metterli in ridicolo, ma anche per “mostrare” quante persone oneste esistono, che proprio non ce la fanno a seguire la cosa comoda, i così fan tutti, i va beh per una volta. Anche mettendocela tutta, anche impegnandosi non ce la fanno. Bravo Luca Ribuoli, lavoro delicato e penetrante, Complimenti! Adele Mari.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>