LE SCORIE NUCLEARI DIVENTANO ROVENTI SOTTO ELEZIONI. I MINISTERI RINVIANO TUTTO ALLA CHIUSURA DELLE URNE

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Roma, 22  aprile 2015 – Si registra il primo ritardo sulla tabella di marcia per la scelta del sito destinato a diventare il deposito dei rifiuti radioattivi passati, presenti e futuri di tutta l’Italia.

Secondo il piano di “decommissioning”, cioè il piano di smantellamento delle centrali e degli impianti, spetta ai ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico dare il via libera a Sogin alla pubblicazione dell’elenco stilato proprio dalla società di gestione degli impianti nucleari su indicazioni fornite da Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, delle zone considerate idonee a ospitare 90.000 metri cubi di materiale altamente inquinante.

L’autorizzazione ministeriale sarebbe dovuta arrivare entro il 15 aprile, ma il giorno successivo alla scadenza, il 16 aprile, i due Ministeri hanno spedito una nota a Ispra e a Sogin per chiedere ulteriori approfondimenti tecnici al fine di avere tutti gli elementi necessari a esprimere il nulla osta sull’elenco delle aree individuate.

Come già pubblicato da IoDenuncio.it, (leggi http://iodenuncio.it/scorie-nucleari-in-cerca-di-deposito-nazionale/ e http://iodenuncio.it/scorie-nucleari-sotto-a-chi-tocca/  ) il 13 marzo Ispra aveva convalidato l’idoneità delle aree individuate da Sogin e spedito il documento ai ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico, perché dessero il consenso a togliere il segreto sull’indicazione delle aree.

Detto in altri termini, è arrivato il momento di scoprire le carte e far sapere alla popolazione quali saranno le aree più adatte per la costruzione del deposito. È lecito pensare che i cittadini interessati non la prenderanno molto bene e insorgeranno contro le amministrazioni territoriali per evitare che l’area definita come potenzialmente idonea lo diventi anche nei fatti.

Per effettuare gli approfondimenti i Ministeri hanno concesso 60 giorni, facendo scivolare al 15 giugno la scadenza per il via libera alla pubblicazione degli atti. Quindi i cittadini sapranno se saranno destinati a convivere con le scorie solo a elezioni già concluse. Il 31 maggio si voterà per il rinnovo di alcune Regioni e Comuni con relativo ballottaggio previsto – guarda caso – per il 14 giugno.

Se i Ministeri hanno rimandato tutto a metà giugno potrebbero esserci due motivi. Il primo è malizioso: evitare argomenti caldi in vista delle elezioni utili anche a capire l’orientamento politico degli italiani; oppure i Ministeri sono talmente zelanti da voler essere certi di poter mettere la mano sul fuoco delle scorie nucleari senza ustionarsi.

 

Elisabetta Tonni

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