Roma, 4 ottobre 2016 – Un po’ cinema e un po’ tv. E’ questa la nuova frontiera di Michele Santoro che approda in Rai con “Italia” un’avventura dal linguaggio innovativo per denunciare le illusioni e le realtà dei nostri tempi.

Si tratta di quattro appuntamenti che si susseguiranno con un intervallo anche di qualche mese. L’esordio è previsto per mercoledì 5 ottobre su RaiDue in prima serata e avrà per titolo “Tutti ricchi (per una notte)”. Il secondo appuntamento è per il 15 dicembre, ma Santoro non ha ancora deciso su quale argomento, fra quelli in cantiere, punterà il faro.

Il titolo dei quattro prodotti vuole essere un omaggio al comandante Umberto Nobile che ebbe il coraggio di sfidare l’impossibile, riuscendo a raggiungere il Polo Nord con il dirigibile ‘Italia’ e fallendo nel viaggio di rientro.

“Il servizio pubblico ha detto il conduttore e ideatore di tanti format televisivi – è questo: ricerca continua di novità. L’informazione non è mai stata un bene come tanti altri. E’ la ricerca di senso in una televisione a pezzi. Sono emozionato; torno in Rai e senza usare strumenti giudiziari. Ma in realtà io non sono mai andato via da questa azienda. Sono cresciuto qui dentro, ma non dentro il palazzo di Viale Mazzini, e ne sono fiero. ‘Italia’ è una sfida, un gesto antitelevisivo. L’obiettivo è quello di rivedere la realtà come se fosse un film e di accompagnare i documentari con i racconti di alcuni ospiti in studio”.

La prima tappa sarà ambientata a Dubai e Ibizia ed è una rilettura di “Tuttiricchi”, lo Sciuscià andato in onda nel 2001 che descrisse in profondità la vera ideologia del berlusconismo. Si va dall’illusione che tutti potessero diventare ricchi, rappresentato dallo sballo di una notte nei luoghi frequentati dai vip, al disincanto della realtà che in qualche modo è rappresentato anche dal declino dei divi televisivi, dei vecchi politici.

Il programma ha ricevuto anche il saluto del direttore generale Rai, Antonio Campo dall’Orto, che, senza cravatta e con la camicia sbottonata sul collo, si era sistemato sulle sedie per i giornalisti perché – come ha precisato lui stesso – “era bello vedere da lì la presentazione”.

Elisabetta Tonni