MASSONERIA, TRECENTO ANNI DI LUCE VISSUTI SPESSO NELL’OMBRA

Roma, 6 aprile 2017 – Mai come in questi ultimi tempi si era arrivati a parlare così spesso e così chiaramente di massoneria. Dal 7 al 9 aprile, il Palacongressi di Rimini ospiterà  il Grande Oriente d’Italia che si riunisce in un congresso. Ci saranno anche il viceministro Riccardo Nencini, lì per un saluto, mentre domenica mattina si farà vedere l’onorevole Daniele Capezzone.  Nella tre giorni si alterneranno nomi più o meno noti di personaggi (anche giornalisti) impegnati a presentare o a partecipare a eventi vari, da quelli musicali a quelli letterari, passando per sessioni varie di studio, confronto e riflessioni. Quest’anno è una ricorrenza particolare per la massoneria che compie trecento anni.

Sebbene la massoneria affonderebbe le sue radici indietro nel tempo, a partire dai primi secoli dell’anno Mille in Scozia (in riferimento a sua volta ai Collegia fabrorum dei Romani), la massoneria moderna nasce a Londra il 24 giugno 1717, festa di San Giovanni Battista.

Nel corso di questi trecento anni i detentori della Luce hanno vissuto spesso nell’ombra, con alti e bassi, spandendosi in tutta Europa e anche molto oltre. Che sia un caso o che sia voluto, è indiscusso e risaputo da tutti che uno dei simboli massonici è presente sul dollaro statunitense.

Nel pieghevole dove viene illustrato il programma della tre giorni romagnola, si legge: “La Libera Muratoria Universale è nata dal bisogno ancestrale dell’Uomo di Libertà e per la Libertà. Un forte fuoco interiore ed un’aspirazione ineludibile e irreversibile che da trecento anni impregna lo spirito e la mente dei massoni di tutto il mondo che hanno ereditato dal passato e continuano a fare brillare la grande fiaccola accesa dai fondatori della massoneria moderna avvenuta in Inghilterra nel giugno del 1717. Tre secoli di Massoneria in cui questa nobile, sublime e necessaria Istituzione ha dato vita e partecipato a straordinari ed epocali cambiamenti che hanno consentito l’affermazione della civiltà, della democrazia, di tanti diritti. Il trinomio Libertà-Uguaglianza-Fratellanza ha fatto vibrare le corde di tanti uomini che vi hanno aderito propugnando ed espandendo più che mai in tante parti del globo quei valori imperituri che spaziano nel cosmopolitismo e nell’antropologia generale”.

Fini e obiettivi alti, nobili e condivisibili con cui vincere le reticenze del passato nel venire allo scoperto e far parlare di sé, salvo arrabbiarsi e chiudersi a riccio (per usare un eufemismo) quando la Commissione parlamentare antimafia chiede alla massoneria gli elenchi degli iscritti. Che la massoneria esista, dunque, non è più negabile. Lo dice la massoneria stessa che esiste, con siti Internet ben organizzati, partecipando a talk show politici in tv, organizzando convegni, smentendo il fatto che essa sia solo frutto di “menti complottiste” che vedono lobby oscure dappertutto.

Ad onor del vero, va riconosciuto che il nome del Gran Maestro è sempre stato pubblico. Segreti sono invece gli appartenenti alle varie logge che spesso – stando ai bene informati – debbono ricorrere a messaggi in codice consistenti in gesti particolari per potersi riconoscere.

Bene dirlo subito: essere massoni non è un reato, né è illegale. Nel periodo fra le due guerre mondiali, però, la Massoneria fu messa sotto accusa dal Fascismo che vietò il diritto di associazione e dal Comunismo che ne dichiarò l’incompatibilità nel congresso dell’Internazionale del 1922 a Mosca. Ed è sempre stata caratterizzata da un rapporto di guerra e pace con la chiesa che in essa vedeva un rivale diretto sotto un doppio aspetto: quello teologico e quello di potere. Nel primo caso, il contrasto è evidente: chiesa e massoneria evocano entrambe, ma ognuno a modo suo, il Grande Architetto dell’Universo. Nel secondo caso, avocare a sé la forza divina serve a giustificare e nobilitare i comportamenti terra terra.

Se essere massoni non è un reato, anzi, nobilita l’iscritto distinguendolo dai ‘non illuminati’, non si comprende bene perché tanta segretezza sugli iscritti che sono ancora in vita. Nessun problema, invece, a rivelare i nomi dei morti, soprattutto se hanno dato lustro alla Patria o hanno goduto di fama internazionale. Ancora più intricata è, poi, la questione quando ci si addentra nei meandri delle varie logge: si rischia di finire in un labirinto dove neanche il filo di Arianna ne garantisce l’uscita.

Stando alle varie enciclopedie e libri, negli anni della Prima Repubblica italiana ci sarebbe stata una scissione che avrebbe dato vita a due grandi associazioni massoniche: una più vicina alle politiche laiche e una più vicina alle politiche cattoliche. Poi, se si approfondisce il tema massoneria, viene fuori che i nomi dei vari Grandi Oriente sono più di due. Se si digita Massoneria su un motore di ricerca vengono fuori almeno tre raggruppamenti, ognuno con un suo Venerabile e ognuno con un suo sito: Grande Oriente d’Italia; Grande Oriente d’Italia Democratico; Grande Oriente Italiano.

Ogni Grande Oriente ha poi affiliate logge varie che oltretutto farebbero rete con logge fondate in altre nazioni. Anzi, pare che sia possibile essere iscritti a più di una loggia contemporaneamente. Ed è ciò che si verificherebbe – se alcuni libri scrivono il vero – con alcuni (molti) politici (quelli più importanti) di caratura internazionale, le cui azioni si ripercuotono anche sulla vita degli italiani.

Poi ci sono pure le logge “spurie”, quelle deviate. Non è ben chiaro se sono rinnegate dai vari Grandi Orienti, che sarebbero quelle da temere, quelle che si intreccerebbero con le mafie, quelle che gettano l’oscurità sui detentori della Luce. Gli altri Liberi Muratori, invece, sono quelli che in questi tre secoli hanno consentito l’affermarsi dei diritti, della democrazia e delle libertà.

Ma allora, perché tanto mistero? Sorvolando sulla storia della P2 di Licio Gelli, lasciando stare l’appartenenza (presunta ma sempre smentita) alla massoneria di personaggi come Denis Verdini o Tiziano Renzi, considerando che il Venerabile Gran Maestro del Goi, Stefano Bisi, ha chiesto la ‘sospensione‘ dagli elenchi di Giulio Occhionero, coinvolto assieme alla sorella in una storia di cyberspionaggio, scava scava e seguendo le piste (dubbie?) della dietrologia si scopre che dietro tanti storie importanti della storia della società italiana ci sarebbe l’ombra di qualche corrente della massoneria. La vicenda del Monte Paschi di Siena, in qualche modo ne ha a che fare; la vicenda di Banca Etruria sembra essere degenerata (ma sono sempre dietrologie) dallo scontro fra Opus Dei e Massoneria; si potrebbe andare avanti nell’elenco dove anche la sfera politica ricoprirebbe una bella fetta. Tempo addietro un parlamentare spiegò in una conferenza pubblica che alcune decisioni prese nel Transatlantico (leggi Montecitorio, cioè Camera dei Deputati) sarebbero spiegabili solo con la logica della massoneria. Queste le sue parole: “Ogni volta che ci si trova davanti a un comportamento anomalo che non ha una spiegazione logica potrebbe rispondere alla logica della massoneria”.

Messa in questo modo, viene da chiedersi se la Luce della massoneria è destinata a illuminare la strada di tutti o solo quella dei suoi Fratelli. Considerando che gli Illuminati sono comunque persone e che quindi non sono esenti dalle logiche comportamentali dei gruppi, anche essi sono soggetti alle dinamiche come quella del famoso luogo comune “Fratelli, coltelli”. Prova ne siano le continue formazioni e scissioni di tanti raggruppamenti principali (Grandi Orienti) o piccoli (Tempi o Logge) riconosciute o disconosciute in continua competizione fra loro e in competizione con altri grandi gruppi di potere civile e religioso e in alcuni casi anche con gruppi di potere illegale. Intrecci della Luce che si stringono nell’ombra, all’oscuro dei cittadini.

Elisabetta Tonni