‘Ndrangheta, Mazza che botto a Seregno

‘Ndrangheta a Milano. Edoardo Mazza, sindaco di Seregno.
In cambio dei voti avrebbe favorito gli interessi di un imprenditore legato ai clan
di Elisabetta Tonni
Roma, 26 settembre 2017 – Gira che ti rigira si finisce spesso lì: la ricca Brianza, una frazione della Lombardia, dove la ‘Ndrangheta – gli autodefiniti uomini valorosi – spadroneggiano.

I carabinieri però hanno messo i bastoni fra le ruote di un meccanismo che gira sempre ben oliato. Il comando provinciale di Milano delle forze della Difesa hanno eseguito arresti nelle province di Monza, Milano, Como, Pavia e Reggio Calabria.
L’operazione conferma di nuovo un dato consolidato: anche se il fulcro degli affari degli ‘ndranghetisti si è radicato nel ricco e “pulito” Nord, la testa di comando continua a essere nel Sud.Fra gli arrestati c’è anche il sindaco di Seregno, Edoardo Mazza (Forza Italia) confermando ancora una volta un altro dato consolidato: la mafia per radicarsi ha bisogno della connivenza della politica.
Il Sindaco è accusato di corruzione: si sospetta che in cambio dei voti avrebbe favorito gli interessi di un imprenditore legato ai clan.
L’inchiesta dei carabinieri è scattata nel 2015 e ha portato a 27 misure cautelari di cui 21 in carcere, 3 ai domiciliari e 3 interdittive.
A dare il via alle indagini sono stati i pubblici ministeri di Monza, Salvatore Bellomo, Giulia Rizzo e il Procuratore della Repubblica di Monza, Luisa Zanetti in collaborazione con i pubblici ministeri della DIA, Alessandra Dolci, Sara Ombra e Ilda Boccassini.
L’operazione rappresenta una costola dell’indagine “Infinito” del 2010.