mare_2Roma, 11 febbraio 2016 – Neanche il Nimby è riuscito a salvare il mare di Amalfi e Praiano dallo sversamento dei liquami inquinanti. Quel principio già di per sé incivile, in base al quale tutto si può fare, ma non nel mio giardino (in inglese, “Not In My BackYard”, da cui l’acronimo nimby) non ha smosso le coscienze di chi doveva far funzionare i depuratori. Le acque nere delle fogne che avrebbero dovuto essere trattate prima di tornare in mare, escono dal depuratore quasi allo stesso modo di come vi entrano. E vengono scaricate nei fondali della stessa costiera.

In pratica, neanche l’amore e l’interesse per il posto in cui si vive e si è immersi ha fatto desistere i responsabili indagati dalla procura di Salerno dal compiere il presunto reato. Viene da domandarsi, ma costoro, gli indagati, se lo fanno il bagno nelle acque del mare dove scaricano tutti gli scarichi?

A prescindere da quello che emergerà dall’inchiesta, viene da chiedersi come sia possibile avere tanta incuria per il ‘proprio giardino’ (leggi mare e costa). Anzi, uno dei mari più belli che il mondo ci invidia. Il turismo della costiera amalfitana è un turismo a caro prezzo, giustificato dalla esclusività delle bellezze paesaggistiche mozzafiato.

Elisabetta Tonni