Operazione Tulipano. Maxi confisca di Carabinieri e GdF di un patrimonio da 16 milioni di euro

Maxi confisca definitiva di un patrimonio da 16 milioni di euro già sequestrato nel 2015 e nel 2016 ai criminali. I cittadini onesti rientrano in possesso di beni mobili e immobili. Saranno destinati servizi di comune utilità nel rispetto dei diritti di tutti.

di Elisabetta Tonni

Roma, 18 maggio 2017 – Carabinieri e finanzieri l’hanno chiamata Operazione Tulipano. E ha portato alla maxi confisca di un patrimonio dal valore di oltre 16 milioni di euro. Adesso sarà restituito ai cittadini onesti. A tradire i criminali è stata la differenza fra il tenore di vita e i redditi dichiarati. Ed è sulla base di questa incongruenza che spesso si inchiodano i disonesti alle loro malefatte. L’operazione condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Roma e dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma ha fatto sfiorire i beni al sole frutto di reati. A ridare linfa vitale e riportare a nuova vita il patrimonio saranno adesso le nuove gestioni.

LA STORIA DIETRO ALLA CONFISCA

Le indagini con cui i carabinieri e i finanzieri hanno eseguito la maxi confisca a un patrimonio del valore di oltre 16 milioni di euro erano partite anni addietro. Nel 2015 erano state arrestate 49 persone e messo sotto sequestro beni mobili e immobili che ora sono passati definitivamente alla proprietà pubblica. Nella fattispecie, nel febbraio di due anni fa, erano state disposte misure cautelari a soggetti ritenuti  responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, estorsione, reimpiego di capitali di illecita provenienza, fittizia intestazione di beni, illecita detenzione di armi e riciclaggio.

ECCO CHI SONO I CRIMINALI

Nel dettaglio, come si legge nel comunicato stampa congiunto di Carabinieri e Guardia di finanza, “Le indagini patrimoniali eseguite nell’ambito del procedimento di prevenzione avevano consentito di rilevare come i 10 soggetti (CALI’ Antonino, CASTELLI Adamo, CELANO Claudio, COLAGRANDE Massimiliano, COSTANTINO Andrea, LIVI Danilo, MONTALI Emiliano, PITTACCIO Marco, SCATENA Mariano e SILENTI Ferdinando), destinatari del provvedimento di sequestro, disponessero di beni del valore del tutto sproporzionato rispetto al reddito percepito e dichiarato da loro e dalle persone rientranti nel loro nucleo familiare, tanto da far ritenere che tali risorse economiche costituissero provento o reimpiego di attività delittuose”.

PERICOLOSITà SOCIALE DEI SOGGETTI

La Direzione Distrettuale Antimafia di Roma ha valutato la pericolosità sociale nel tempo dei soggetti coinvolti e per questo motivo ha accolto la proposta avanzata dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, di sottrarre il patrimonio per il quale era risultato difficile dimostrare la provenienza legittima. In buona sostanza, anche considerando l’insieme di redditi dichiarati al fisco del nucleo familiare negli ultimi venti anni risultava difficile giustificare l’accumulo di un patrimonio di quel valore.

L’ELENCO DEI BENI CONFISCATI

Il patrimonio su cui i criminali non potranno più mettere mano è formato da 6 esercizi commerciali a Roma; 12 società; 32 immobili, di cui 31 a Roma e provincia e uno a Isola di Capo Rizzuto; 74 rapporti finanziari/bancari e 16 veicoli. Il tutto ha un valore complessivo stimato di circa 10 milioni di euro.

Nell’ambito della stessa operazione e sulla scorta dei medesimi presupposti (pericolosità sociale e acclarata sproporzione tra patrimonio accumulato e redditi dichiarati), i militari del G.I.C.O. del Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Roma stanno eseguendo la confisca di beni nei confronti di CRISCUOLO Giuseppe, pregiudicato napoletano. Secondo le forze dell’ordine, Criscuolo, già appartenente al clan di camorra “MARIANO”, risulta domiciliato da lungo tempo nella Capitale e in contatto con esponenti di spicco della criminalità romana. La confisca riguarda un patrimonio già sottoposto a sequestro nel gennaio 2016. Ed è costituito da 6 fabbricati ubicati a Roma; 1 società a responsabilità limitata (esercente, in Roma, l’attività di “affittacamere, case vacanze, bed and breakfast, residence”); 3 autovetture e due rapporti finanziari/bancari, per un valore complessivo stimato in circa 6.200.000 euro.