PER FAENZA, LA VERITÀ SU EMANUELA ORLANDI STA IN CIELO

Roberto Faenza 2Roma, 29 settembre 2016 – Roberto Faenza firma il lungometraggio sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, la ragazzina di 15 anni, cittadina del Vaticano. Dal 22 giugno 1983 non se ne sa più nulla, nonostante le indagini abbiano portato a una decina di piste fra vere, semivere e false. Il film, nelle sale dal 6 ottobre, apre uno squarcio su un’ipotesi, inconfessabile.

A mettere una pietra tombale sul caso Orlandi potrebbe essere un accordo concluso pochi anni fa, ma non rispettato, fra la magistratura e alcuni rami del mondo ecclesiastico. E’ l’ipotesi avanzata dal regista, che ha messo assieme uno dopo l’altro, fatti, cirscostanze e documenti. E proprio il venir meno da parte di uno dei contraenti, renderebbe inconfessabile il patto.

Nel maggio 2016 la Cassazione ha respinto il ricorso da parte della famiglia Orlandi – e questo è un fatto di cronaca – sulla richiesta di archiviazione. Quindi il caso è praticamente chiuso, tranne che non subentrino elementi di novità che possano spingere la magistratura ad aprire nuove indagini. Le novità vengono lasciate intendere nel film di Faenza. In buona sostanza riguardano confessioni spontanee da parte di coloro che ben sanno che cosa sia accaduto sia la mattina del 22 giugno 1983, sia nel periodo successivo. Alcuni di costoro, però, sono già morti e si sono portati nel cielo la verità.

Il titolo del film, incentrato sui racconti di Sabrina Minardi (interpretata nel film da Greta Scarano), la compagna di vita, di avventure e disavventure di Renatino de Pedis (Riccardo Scamarcio), rimanda anche alla frase che proprio Papa Bergoglio profferì a Pietro Orlandi, che non ha mai smesso un istante di battersi per scoprire che cosa sia accaduto alla sorella Emanuela. Papa Francesco, incontrando la famiglia Orlandi, disse che Emanuela stava in cielo, ma non ha mai acconsentito ad andare oltre tale affermazione.

La parte di finzione cinematografica è relativa alla decisione da parte di una testata inglese di riaprire le indagini giornalistiche sul caso Orlandi.  Il direttore John (Shel Shapiro) invia Maria (Maya Sansa) a Roma e la mette in contatto con la giornalista Raffaella Notariale (Valentina Lodovini). Ed è qui che la finzione si fonde con la realtà.

Le riprese sono ricche di particolari solo apparentemente casuali, con richiami ai grandi misteri italiani. Altri riferimenti a persone sono invece espliciti e suffragati da una ricca documentazione e da ricerche di archivio. Delle tante piste emerse nel corso di questi trentatrè anni, il regista ne ha evidenziate solo alcune e tralasciate altre, ma già così emerge una mappa di intrecci e intrighi in cui è facile perdersi se non fosse per nomi e organizzazioni che ricorrono costantemente in ogni tempo e in ogni luogo.

Elisabetta Tonni

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>