PETTEGOLEZZI SURREALI DI FATTI VERI: LA LEGGE DI STABILITÀ DELL’EVASORE

bigodino

24 ottobre 2015 – All’interno di un salone di bellezza nel pieno centro di Roma, due amiche chiacchierano fra di loro.

Perla: “Carissima, anche tu qui? Speravo proprio di incontrarti! Sei in attesa di fare il taglio?”

Miseria: “No, tesoro. Sto accompagnando Giada che invece fa taglio e colore”.

Perla: “Ah, bene. Così abbiamo più tempo per scambiare due parole. Ci vediamo così raramente…”

Miseria: “Sì, vero”.

Perla: “La settimana scorsa sono stata in Friuli. Mio marito era stato invitato a una cosa… non mi ricordo bene. Però doveva essere una cosa importante. C’erano anche Matteo e Debora”.

Miseria: “Ma Deborah con l’acca o Debora senza acca?”

Perla: “Va beh, ma che differenza fa…?”

Miseria: “E dunque?”

Perla: “Bello, bello. Hanno inaugurato un aggeggio strano… una ‘rotoforgia’. Hanno detto che era un impianto unico e innovativo che… Aspetta, aspetta… l’ho imparato a memoria…. Che permette di ottenere un prodotto con le caratteristiche dell’acciaio forgiato attraverso un processo di laminazione permettendo sia un aumento di produttività che di qualità del prodotto… Ecco, sì, diceva proprio così”.

Miseria: “Sarebbe?”

Perla: “Non lo so, però deve essere una cosa importante: è costato 200 milioni di euro e ha ricevuto la benedizione dell’Arcivescovo di Udine Mazzocato”.

Miseria: “E qual è l’azienda?”

Perla: “Aspetta… ah, sì… ecco: la Danieli. Me lo ricordo perché si chiamano come mio figlio Daniele…”

Miseria: “Sì, ma Matteo e Debora che c’entrano?”

Perla: “Eh, me lo sono chiesto pure io. Però c’erano. Matteo ha detto che l’Italia è in ripresa e che esempi come quello di quell’azienda rendono orgogliosi. Sono innovativi e cercano di risolvere i problemi. Insomma, non i soliti Gufi”.

Miseria: “E Debora?”

Perla: “Lei ha detto che il Friuli è avanti a tutti, però questi risultati sono possibili grazie alle leggi nuove sul lavoro”.

Miseria: “Con Matteo e Debora all’inaugurazione, immagino che sarà stato un tripudio di titoli sui giornali”.

Perla: “Ha pubblicato pure il Fatto Quotidiano; però era un articolo dove si dice che l’azienda avrebbe evaso 80 milioni di imposte per aver nascosto al fisco alcuni profitti di 280 milioni”.

Miseria: “Ma sicuramente la notizia è uscita dopo l’inaugurazione. Figurati se Matteo va a tessere elogi di un’azienda che evade”.

Perla: “Guarda, guarda. Adesso ti leggo: «Il 18 gennaio 2016, su richiesta della difesa a cui si è associato anche il Procuratore aggiunto Raffaele Tito, si terrà il processo per l’ipotesi contestata dalla Procura di Udine di evasione e frode fiscale per un totale di 281 milioni di euro, con circa 80 milioni di imposta evasa, nei confronti di sette indagati nell’ambito di un’inchiesta sul conto del Gruppo Danieli. Il procedimento, in materia economico finanziaria verte sulla fiscalità internazionale e sulla cosiddetta “esterovestizione societaria” in Paesi a fiscalità privilegiata. Il rinvio a giudizio al 18 gennaio consentirà la riunificazione del procedimento con quello che dovrebbe aprirsi l’11 dicembre nei confronti di cinque amministratori lussemburghesi che, per la stessa vicenda, erano accusati della sola omessa dichiarazione»”.

Miseria: “Qual è la fonte?”

Perla: “http://www.ilperbenistafvg.it/articolo.aspx?art_id=3343&cat=21

Miseria: “Ah, va bene. Ma lo sai che la Rete non è attendibile? Girano tante di quelle cose… La settimana scorsa ho letto addirittura che il presidente Mattarella avrebbe riunito il Consiglio di guerra per il 21 ottobre. Come vedi era una bufola,  visto che oggi è il 24 e nessuno ha dato la notizia!”

Perla: “Piuttosto, io trovo scandaloso che si faccia tanto baccano per un po’ di evasione. Cosa vuoi che sia mai… Ma tu hai un’idea di quanto sia stato importante il cosiddetto ‘sommerso’ in questi anni? Ci sono autorevoli studi che sostengono che in Italia c’è un’economia sommersa che oscilla tra il 17 e il 21% del Pil. E ci ha salvato dal default”.

Miseria: “Sì? Davvero? E questa volta chi sarebbe a dirlo?”

Perla: “Guarda! Ho salvato anche questa ricerca sul mio Tablet. Adesso… adesso… dove l’ho messa… ecco qua. Si tratta di una ricerca della Stratfor Global Intelligence di Austin, Texas, una delle maggiori società americane di analisi geopolitiche. È di qualche anno fa, ma la sostanza non cambia. Ti leggo testualmente: «In Italia c’è un’economia sommersa che oscilla tra il 17 e il 21% del Pil. Una cifra che va dai 270 ai 340 miliardi di euro. Le più accreditate e indipendenti analisi ritengono che l’Italia abbia una delle maggiori economie sommerse dell’Europa occidentale, pari al doppio di quelle di Germania e Francia». Poi spiega anche i tipi di evasione che vanno dall’evasione proprio all’elusione e alla sovrastima dei costi di produzione». Sul punto, prosegue il report, il governo Monti, perché c’era ancora Monti in quegli anni al Governo, è intervenuto con una campagna di ispezioni e con alcune norme in tema di tracciabilità (vedi il tetto dei mille euro per i pagamenti cash). Ma Stratfor spiega che «l’economia sommersa è di fatto una rete di sicurezza che le autorità, soprattutto a livello locale, tollerano e spesso incoraggiano per evitare il malcontento sociale e per guadagnare voti». Tirando le conclusioni l’agenzia americana non manca di sottolineare che: «Il risvolto positivo, se così si può dire, è che l’economia sommersa ha ammorbidito gli effetti della crisi, al punto che se si combinano attività economiche alla luce del sole, evasione e attività criminali, l’Italia risulta un Paese molto più in salute di quel che sembra»”.

Miseria: “… E quindi questo giustifica l’innalzamento del pagamento in contanti fino a 3mila euro”.

Perla: “Tremila euro in contanti non sono mica così tanti. E non sono la sola a pensarlo. Ho visto un sondaggio in tv dove solo il 27% degli italiani ritiene sbagliato questo provvedimento”.

Miseria: “Ma anche Cantone ha detto che è sbagliato. Si indebolisce il contrasto all’evasione fiscale”.

Perla: “Cantone la pensa come il cantuccello minoritario. D’altra parte se il 46% degli italiani ritiene giusto poter pagare fino a 3mila euro in contanti ci sarà pure un motivo, no?”

Miseria: “Lasciami indovinare: sei favorevole anche al taglio delle tasse sulla prima casa per tutti?”

Perla: “Sono in buona compagnia! Hai visto che il 62,2% lo ritiene cosa buona e giusta? Guarda che anche qui è solo il 27% a ritenerlo sbagliato. Eppoi pare che quelli che vivono in un castello o in un villone dovranno pagarci le tasse anche se è la prima casa”.

Miseria: “Ah beh… Allora… E il canone Rai?”

Perla: “E no, eh?! Sul canone Rai in bolletta, ‘sta legge sta pigliando una brutta piega. Io che ho due case, finisco per pagarlo due volte”.

Miseria: “Guarda che sarà inserito solo nella bolletta intestata alla prima casa. Se la seconda casa ha una bolletta registrata come seconda utenza non ci sarà l’aggiunta del canone Rai”.

Perla: “Ah sì, davvero? Va beh, non mi piace uguale. E anche qui, il sondaggio parlava chiaro: il 43% ritiene che il provvedimento sia sbagliato”.

Miseria: “Ti ricordi, per caso, anche la percentuale di coloro che apprezzano il provvedimento?”

Perla: “Certo! Solo il 40% lo ritiene giusto. Vuoi vedere che su sto cavolo di canone alla televisione pubblica, che poi è gestita dai partiti, hanno trovato il modo per combattere l’evasione?”

Miseria: “Vado. La mia amica Giada sta pagando. Magari la prossima volta te la presento”.

Ci vediamo la prossima settimana.

 

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