PICCOLI CALCIATORI CRESCONO, MA CON INSEGNAMENTI DUBBI…

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Tor San Lorenzo, 16 giugno 2016 – Gli scandali ripetuti che coinvolgono il calcio professionale a livello nazionale e internazionale stanno diventando un pessimo esempio. L’aspetto peggiore è che questo cattivo esempio viene mostrato senza remore anche ai ragazzi più giovani che dallo sport dovrebbero invece trarre messaggi di lealtà e confronto onesto. Il mancato rispetto delle regole di un torneo giovanile per favorire una squadra precisa su altre non è certo la strada più corretta per sperare in un calcio professionale nel nome e nei fatti.

Quanto accaduto è frutto di racconto di alcuni partecipanti; si invita chi non è d’accordo sull’episodio raccontato a dare la propria versione.

La Società sportiva dilettantistica Racing Club con sede nella bellissima pineta dei Liberti a Tor San Lorenzo, che si fregia dell’ambitissimo titolo di scuola calcio “ELITE” ha organizzato per la seconda volta nella sua storia il torneo Frankie Garage; il torneo si svolge dal 20 maggio al 19 giugno 2016 e coinvolge tantissime compagini suddivise nelle categorie piccoli amici, pulcini, esordienti e juniores.

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Il Racing Club per la seconda edizione del torneo Frankie Garage ha scritto un regolamento ufficiale che ha prontamente inviato alla Federazione Italiana Giuoco Calcio. Gli articoli più importanti del regolamento sono i seguenti:

art. 3 PRESTITI – NON sono consentiti prestiti

art. 4 ELENCHI GIOCATORI – le società partecipanti dovranno presentare all’organizzazione del torneo prima del suo inizio l’elenco dei calciatori che intendono utilizzare, fino ad un massimo di n° 14. Dopo l’avvenuta consegna è proibito apportare modifiche a tali elenchi.

art. 8 CLASSIFICHE – Le classifiche saranno redatte in base ai seguenti criteri:

  • 3 punti per la vittoria
  • 1 punto per il pareggio
  • 0 punti per la sconfitta.

In caso di parità di punteggio valgono i criteri in ordine elencati:

  1. esito degli scontri diretti.
  2. differenza reti negli scontri diretti fra le squadre a parità di punti.
  3. differenza reti sul totale degli incontri disputati nel girone.
  4. maggior numero di reti segnate sul totale degli incontri dipsutati nel girone.
  5. sorteggio.

In realtà il Racing Club in barba al regolamento scritto (da loro stessi) ha poi deciso di attuare un punteggio totalmente diverso, ovvero:

  • 1 punto per ogni tempo vinto
  • 1 punto per ogni tempo pareggiato
  • 0 punti per ogni tempo perso.

La sensazione è che tali cambiamenti siano avvenuti su misura per creare una situazione di vittoria di una squadra specifica, con grande disappunto da parte dei ragazzi e dando loro un pessimo esempio a cui ispirarsi.

Spesso hanno schierato bambini in squadre, che non erano presenti nelle liste consegnate ad inizio torneo, in barba agli articoli 3 e 4 del regolamento.

Da dichiarazioni raccolte tra il pubblico, sembra che sia stato addirittura modificato un risultato per far passare una squadra anziché un’altra; in una partita in cui si sono giocati due tempi (sospesa per lite tra bambini e mister),  sul referto sono stati attribuiti 3 punti ciascuno alle due squadre invece di 2 come fatto il giorno seguente la partita.

Non è ben chiaro quali fossero i motivi alla base di comportamenti antisportivi con un insegnamento per i bambini opposto a quello di lealtà che dovrebbero ricevere. A pensar bene si potrebbe dire che il tutto possa essere avvenuto per vanagloria, se non fosse che anche questa potrebbe essere strumentale magari ad attirare un maggior numero di iscritti. E di sponsor. Le quote di iscrizione di un bambino a una scuola calcio sono mediamente di 450 euro a stagione. Se tale cifra viene moltiplicata per tutti gli iscritti, si capisce bene che non siano proprio bruscolini. Ovviamente un genitore, nella speranza di vedere il proprio bambino diventare uno sportivo (nella mente e nello spirito) sarà più portato a rivolgersi ad una scuola che vanta successi e non certo a una scuola che colleziona sconfitte. Sarebbe poi pessimo spiegare a quel genitore che il frutto della sconfitta è legato alla manipolazione dei regolamenti nel corso del torneo. Lo stesso vale per lo sponsor. Certo, si tratta di illazioni, ma al di là del pensiero malizioso, la domanda di base rimane: dov’è in tutto ciò l’insegnamento per i bambini? E la stessa domanda va rivolta al Settore Giovanile e Scolastico della FIGC, che promuove da sempre i valori della lealtà sportiva, del rispetto delle regole e della solidarietà sociale. Forse sarebbe il caso di fare luce su questa vicenda. Altrimenti non ci si potrà scandalizzare degli scandali che coinvolgono il calcio professionale e non ci si dovrà scandalizzare che solo in pochi si scandalizzino. 

 

 

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