PRIMARIE PD A MILANO, SERRARE LE FILA (E I FILI)

Roma, 8 febbraio 2016 – Lillo Garlisi, in un post su Facebook, https://www.facebook.com/lillo.garlisi?pnref=story , ha scritto:

PRIMARIE MILANESI // IL PUPARO

Il Grande Puparo ha vinto.
Il Grande Puparo è paziente.
Il Grande Puparo aveva deciso da tempo chi dovesse governare la Metropoli.
Il Grande Puparo ha obiettivi e idee chiare. Sempre.
Gli ostacoli non spaventano il Grande Puparo. Quello che non si può ottenere in un modo, si può sempre ottenere in un modo diverso.
L’importante è muovere i fili giusti. L’importante è che i Pupi recitino il ruolo a loro assegnato. È un lavoro di fino. Ma alla fine tutti i Pupi lo faranno: qualcuno lo reciterà per interesse, qualcuno in buona fede, qualcuno perché lusingato, qualcuno perché ingannato, qualcuno per qualche altro motivo.
L’importante è che tutti i Pupi recitino il ruolo a loro assegnato. Affinché il Disegno si compia.

Il Grande Puparo ce l’ha fatta.
Il Grande Puparo sorride stanco.

[non pensate – ve ne prego – a una singola e precisa persona: il Grande Puparo non è propriamente, per dire, né un segretario di partito, né un futuro ex sindaco; il Grande Puparo è Eterno, è una Entità che ha missioni supreme: l’Ordine, l’Armonia, la Stabilità; oppure, se lo preferite, il Grande Puparo è la logica di funzionamento del sistema]

La postilla finale è quella su cui va approfondito il ragionamento. L’essenza è tutta nell’ultima frase: Il grande puparo è la logica di funzionamento del sistema. In questa chiave va letta la presenza dei cinesi alle urne per scegliere il candidato del Pd da candidare alle prossime elezioni per il sindaco di Milano. Che i cinesi non potessero cambiare il responso elettorale era abbastanza chiaro sin da subito. Matematicamente e statisticamente non potevano essere più numerosi degli altri elettori milanesi. A contare non era tanto il voto sulla scheda, ma il messaggio che si voleva lanciare. Sala doveva vincere con un’immagine vincente. Doveva tenere alto il consenso costruito sulla vittoria dell’Expo, di quell’Expo pulita con il bollino di garanzia del Commissario dell’anticorruzione Raffaele Cantone. Non va dimenticato che proprio Cantone annunciò che Milano era pulita dal malaffare e aveva sviluppato gli anticorpi; il candidato a Sindaco del Pd doveva essere quello indiscusso amato dalla destra, dalla sinistra, dagli italiani e persino dai cinesi e da chicchessia. La macchina è stata messa a punto sempre meglio. Il funzionamento è semplice: mostrare solo la faccia bella della medaglia; somministrare un’immagine sola. Funziona, perché pochi saranno i curiosi o coloro che avranno tempo da dedicare allo sbirciare nell’altra faccia. È come la storia del Puparo nel post di Lillo Garlisi: quanti avranno curiosità o interesse a capire chi manovra i fili? Sempre come dice Garlisi: quanti avranno desiderio di studiare e approfondire che “il Grande Puparo non è propriamente, per dire, né un segretario di partito, né un futuro ex sindaco; il Grande Puparo è Eterno, è una Entità che ha missioni supreme: l’Ordine, l’Armonia, la Stabilità; oppure, se lo preferite, il Grande Puparo è la logica di funzionamento del sistema”.

Chi va alla ricerca del singolo “Mangiafuoco” parte già con il presupposto sbagliato. Dà vita facile a chi si scaglia contro i complottismi. Perché non esiste un piano predisposto a tavolino da un singolo soggetto in cui ogni virgola è manovrata dall’alto. Ci sono situazioni come dice Garlisi, dove “L’importante è muovere i fili giusti. L’importante è che i Pupi recitino il ruolo a loro assegnato. È un lavoro di fino. Ma alla fine tutti i Pupi lo faranno: qualcuno lo reciterà per interesse, qualcuno in buona fede, qualcuno perché lusingato, qualcuno perché ingannato, qualcuno per qualche altro motivo. L’importante è che tutti i Pupi recitino il ruolo a loro assegnato. Affinché il Disegno si compia”

Ecco perché la storia dei cinesi alle urne per la scelta di Sala conta molto più del peso effettivo che hanno avuto le loro schede elettorali.

Elisabetta Tonni

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