RACCONTARE IL MONTE INFERNO DI BORGO MONTELLO PER NON MORIRE DI VELENI

Roma, 29 marzo 2017 – Monte Inferno si trova nel bel mezzo della pianura pontina. Nei borghi della provincia di Latina sorge una collina. Sarebbe un bellissimo panorama, se il monte fosse naturale. Invece è artificiale, formato dalla massa di rifiuti che nei decenni sono stati accumulati di nascosto, notte dopo notte, senza badare alla loro tossicità. Monte Inferno è uno dei bubboni della Terra dei Fuochi. D’altra parte Borgo Montello, il luogo esatto dove si trova il Monte Inferno della spazzatura, è terra assai vicina a quelle frazioni campane così devastate dalla Camorra e dai domini dei Casalesi. A raccontare il dramma è un documentario di un’ora realizzato da Patrizia Santangeli.

La storia inizia negli anni ’70 quando a Borgo Montello iniziò l’accumulo di rifiuti, con gravi danni all’ambiente e alle persone. Le falde acquifere furono inquinate e e il liquame penetrò nel terreno intossicando le acque del fiume Astura che costeggia il monte e arriva al mare, in quel tratto così affascinante e ricco di murene tanto amate dagli antichi patrizi romani.

foce astura

Anche il vento ha contribuito ad avvelenare l’aria rendendola irrespirabile per chi vive ai bordi della discarica e compromettendo l’economia del luogo. Nel 1994 il pentito di camorra Carmine Schiavone dichiarò che alla fine degli anni ’80 furono interrati nella zona rifiuti tossici e nel 1995 venne ucciso, con le modalità tipiche della camorra, Don Cesare Boschin. Il suo cadavere fu trovato incaprettato nella canonica e tuttora non esiste un colpevole dell’omicidio.

Il documentario è il racconto della vita della famiglia Giorgi (nonni, genitori e quattro figli) e di quelle di alcuni abitanti della zona, tra solitudine, ineluttabilità di un danno e la voglia di bellezza che ancora rivedono nel posto in cui vivono.

Monte Inferno è un film di denuncia ma è soprattutto una riflessione sulla solitudine di chi vive ai margini della montagna di spazzatura e sulla speranza che solo l’umanità e la natura sanno dare.

Interamente autoprodotto dalla regista Patrizia Santangeli, Monte Inferno, già proiettato a Latina, sarà al Cinema Farnese, a Roma,venerdì 31 marzo, a Narni al cinema Mario Monicelli il 10 aprile, a Lecce al Teatro Paisiello venerdì 5 maggio, a Torino a Cecchi Point – Hub Multiculturale mercoledì 10 maggio, a Verona nel mese di maggio.

Elisabetta Tonni