Roma, 21 dicembre 2016 – E bravo Luca Ribuoli! Sì, questa vena ironica “ereditata” da Pif, nel raccontare la mafia, è davvero vincente. Lo è per far capire i meccanismi della mafia e metterli in ridicolo e lo è anche per ricordare e dimostrare quante persone oneste esistono, che proprio non ce la fanno a seguire la cosa comoda, per la serie “così fan tutti” oppure “va beh, per una volta”.

L’ultima puntata della serie tv “La mafia uccide solo d’estate, ispirato all’omonimo successo cinematografico di Pif (leggi anche “La mafia uccide solo d’estate che vuole uccidere la mafia tutto l’anno”) mette bene in risalto il disagio di Lorenzo Giammarresi bene interpretato da Claudio Gioè nel suo piccolo comportamento scorretto. Il senso di colpa che lo assale è tale che, assieme a Anna Foglietta, sua moglie sul set, decide di rinunciare all’appartamento bello e comodo ottenuto per un piccolo favore, una cosa di poco conto, ma che tanto basta a innescare il processo dell’illegalità. Il sapore dell’onestà abbellisce anche l’appartamento piccolo e disagiato dove Lorenzo e la sua famiglia decidono di tornare a vivere pur di dormire sonni tranquilli e sentirsi in pace sempre con la loro coscienza.

La finzione diventa più vera del vero quando mostra che chi è onesto di animo, anche mettendocela tutta, anche impegnandosi non ce la fa a sottostare ai favori. Ironizzare sulla mafia è anche un modo per mettere a tacere la diatriba sull’opportunità di rappresentare la mafia in tv nelle fiction. Il regista Luca Ribuoli spiega in questo video il suo punto di vista

L’ironia sulla mafia è vincente anche in termini di ascolto. Gli ultimi due episodi conclusivi hanno fatto registrare un ascolto che ha sfiorato i 5 milioni di ascoltatori e uno share tra il 18,63 e il 20,59%.

Bravo il regista Luca Ribuoli, lavoro delicato e penetrante.

Adele Mari.