SCAMPIA “AMMAINA” LE VELE PER COMBATTERE IL DEGRADO

Roma, 11 novembre 2016 – A Scampia si “ammainano” le Vele. I palazzoni di cemento, simbolo e oggetto di degrado, verranno demoliti o resi comunque ancora più inagibili. D’altra parte quelle Vele non erano mai riuscite a far partire un progetto edilizio che aveva  fini lodevoli. Wikipedia informa che “Le sette vele di Scampia (progettate dall’architetto Franz Di Salvo facevano parte di un progetto abitativo di larghe vedute che prevedeva anche uno sviluppo della città di Napoli“. Poche righe più avanti, si legge che “Se da un lato alcuni, sostenitori del brutalismo, affermano che la qualità tecnica ed estetica delle Vele possa essere quantomeno apprezzabile, resta innegabile la «inabitabilità» delle stesse, anche per ragioni che vanno al di là dell’architettura”.

Ed è infatti questo il punto: il degrado si era impossessato del complesso edilizio ispirato ai principi delle unités d’habitation di Le Corbusier ancora prima dei suoi abitanti. Gli spazi verdi non sono mai stati vissuti come tali; i centri sociali previsti sono stati gestiti da un altro genere di attività; la socializzazione si è sviluppata in una direzione opposta a quella prevista.

Scampia è così diventata sinonimo di degrado, malvivenza, sopraffazione, criminalità anche a dispetto delle tantissime persone brave e oneste costrette a una vita non certo facile e forse neanche tanto serena e bella. La decisione di sgomberare è stata accolta con grande entusiasmo, come era prevedibile, da molti cittadini che si stanno trasferendo in complessi edilizi nuovi di zecca, ma… incompleti. Se è vero quello che le fotografie sui giornali e sui siti Internet ci trasmettono, i palazzi hanno spazi commerciali sul fronte stradale. Quegli ambienti sono però ancora da assegnare e le saracinesche sono ancora abbassate. In alcuni tratti di strada c’è ancora il classico nastro bianco e rosso a delimitare la zona in fase di ultimazione che però è già diventata di calpestio quotidiano per le prime famiglie a cui sono state consegnate le chiavi di casa nuove. E altri 115 appartamenti saranno consegnati per la fine di novembre.

Visto dall’alto, il nuovo complesso si trova a poche centinaia di metri dalle Vele che nel frattempo saranno demolite, mentre altre diventeranno uffici amministrativi (e si usa sempre il tempo futuro). L’operazione di per sé molto lodevole e necessaria richiama alla mente quel famoso fenomeno di soggiorno obbligato al Nord imposto ai mafiosi negli anni a metà del Novecento. A quei tempi si pensava che allontanare i boss dai luoghi in cui erano nati, radicati e che erano diventati di loro dominio illegale avrebbe potuto contrastare e addirittura indebolire la criminalità organizzata a stampo mafioso. Purtroppo la realtà fu ben altra e di segno opposto. Tutti i docenti e gli esperti di mafia concordano nel riconoscere che il trasferimento al Nord delle famiglie più potenti nella malavita ha contribuito a generare un fenomeno contrario a quello perseguito: conquistare il Settentrione, radicarsi anche lì e, mantenendo ben saldi i rapporti con i luoghi natii, addirittura rafforzarsi.

Il controllo del territorio non è dato dalla struttura architettonica di un complesso edilizio. Anche se vi sono geometrie che possono favorire o scoraggiare alcune attività, il grado di sicurezza è legato alla volontà, alla forza e alla capacità di contrastare e opporsi alle prepotenze e alle ingiustizie. Quando si è forti di un tessuto sociale sano, solido e solidale, denunciare le violazioni e le violenze diventa una realtà praticabile e senza timori. Se il nuovo complesso a due passi dalle Vele non sarà affiancato da un nuovo modo di pensare, di agire e di comportarsi, quell’iniziativa lodevole rischia di trasformarsi soltanto in uno spostamento di mobili da una casa a un’altra. Parafrasando una battuta tratta dal film “La Macchinazione” di David Grieco, verrebbe da commentare: “Tu puoi pure togliere l’uomo dalla malavita, ma la malavita da alcuni uomini come la togli?”

Elisabetta Tonni

2 thoughts on “SCAMPIA “AMMAINA” LE VELE PER COMBATTERE IL DEGRADO

  • 13/11/2016 at 12:02
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    Complimenti per il bellissimo articolo. Speriamo che segni l’inizio di una realtà degna di essere vissuta e sia di buon augurio per un territorio e per persone che finora si sono contraddistinte solo per la sofferenza e per il degrado. Adele Mari.

  • 01/12/2016 at 11:06
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    Lo speriamo tutti noi.
    Un saluto dalla redazione di IoDenuncio.it

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