SCENARIO DI GUERRA NELLA TRAGEDIA DI USTICA

Roma, 25 marzo 2016 – Il colonnello Gheddafi mentì, sapendo di mentire, quando affermò personalmente di trovarsi in volo nei cieli italiani nello stesso giorno e nello stesso orario dell’incidente aereo di Ustica e che dunque fosse lui il vero bersaglio da abbattere. È quanto sostiene Renzo Martinelli, autore e regista del film che porta il nome della strage. Perché il dittatore libico si sarebbe inventato una bugia così grande?

Secondo il regista, lo fece per coprire i servizi segreti italiani nei confronti degli americani. Gheddafi era in debito con l’Italia che gli consentiva di sorvolare segretamente i cieli per andare vero la Russia; gli italiani erano in debito con gli americani per questa “marachella” e non potevano ammettere apertamente che a causare la collisione del Dc9 sotto il quale si era nascosto il mig libico fosse proprio uno dei caccia americani che casualmente intercettò la liaison dangereuse. Ascoltate in questo video che cosa dice il regista:

La storia di Ustica sarebbe dunque un susseguirsi di depistaggi voluti, di eliminazione fisica e allontanamenti studiati da parte di chi voleva arrivare alla verità, così come fu un susseguirsi di imprevisti che portò alla strage in cui morirono 81 persone, di cui 14 bambini, senza ottenere giustizia.

Ed è tutto su questo punto che si incentra il film basato sulla ricostruzione dei fatti secondo quanto scritto nelle carte dal giudice Rosario Priore, anche se proprio il giudice in alcune interviste non ancora smentite parla dell’ipotesi Gheddafi.

Il film non manca di effetti speciali e impone alcune serie riflessioni oltre ad amare verità. “Io faccio il cineasta – afferma Martinelli – e il mio lavoro si ferma qua. Ora starà ad altri capire se ci sono gli elementi per cercare quella verità nelle aule”. Riaprire il processo non è affar di poco, come riconosce lo stesso giudice Priore, in virtù di quella giurisdizione di bandiera che impedisce a uno Stato di processare per reati commessi al di fuori dei confini sui quali vige oltretutto il segreto di Stato. La Francia, coinvolta nell’incidente, tolse nel 2014 il top secret dai documenti, ma secondo Martinelli, tale rimozione non aggiunse molto rispetto a quanto già non si sapesse.

Non è affatto scontato che il film porterà alla riapertura delle indagini; sicuramente porterà una riflessione sulla vicenda, soprattutto da parte di quella generazione troppo giovane per averla vissuta direttamente e già troppo grande per averla studiata fra i misteri della storia d’Italia.

Elisabetta Tonni

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