SOCIETÀ RISCUOTEVA SOLDI PER CONTO DELLO STATO, MA LI TENEVA PER SÉ

Roma, 14 aprile 2017 – La truffa era stata studiata proprio per benino. Dietro l’attività di recupero di soldi da versare allo Stato, una società campana aveva organizzato il suo affare: riscuoteva i soldi per conto della pubblica amministrazione, ma poi se li teneva nelle sue casse anziché riversarli in quelli dei Comuni del basso Lazio a cui erano destinati, accumulando un bottino di oltre un milione e mezzo di euro.

A mettere fine a questo giochino è stata la Guardia di Finanza di Frosinone con l’operazione “CACCIA AL TESORO“.

La società era affidataria della gestione del servizio di riscossione e scovare l’inghippo non è stato molto facile per il Nucleo di Polizia Tributaria. L’indagine articolata è stata coordinata dal Procuratore della Repubblica di Cassino, Luciano d’Emmanuele, e dalla Sostituta Procuratore della Repubblica di Cassino, Dott.ssa Marina Marra.

Alla società campana è stato applicato il provvedimento di sequestro preventivo. Secondo il rapporto annuale della Guardia di Finanza, nel 2016 il danno patrimoniale allo Stato è stato di oltre 5,3 mld di euro, dovuto agli sprechi o alle gestioni irregolari di fondi pubblici.

“Nel corso dell’attività investigativa – si legge nel comunicato stampa della GdF in merito all’operazione CACCIA AL TESORO – è stato rilevato che la società in argomento ha attuato gravi e svariate irregolarità, sia dal punto di vista contrattuale, che con riferimento alla normativa di settore, non riversando le somme riscosse nelle casse dei Comuni interessati. Sono stati pertanto denunciati alla Procura della Repubblica di Cassino dodici soggetti per l’ipotesi di reato di peculato. Nei confronti di quattro di essi è stato eseguito il sequestro preventivo finalizzato alla confisca obbligatoria delle somme di denaro sottratte alle Casse Comunali, costituenti il profitto del reato, individuato in circa 1.750.000,00 euro”.

Elisabetta Tonni