ustica_aereiRoma, 24 marzo 2016 – La verità è che… non esiste la verità. E chi cerca di afferrarla rischia di finire come colui che guarda la luna riflessa nel pozzo e finisce lì in fondo. È un po’ il mantra che ricorre e contraddistingue tutti i grandi misteri d’Italia, compreso quello di Ustica e del suo DC9 la cui disintegrazione è rimasta senza giustizia, senza condanne e con qualche misera illazione, ma nessuna verità giudiziaria.

A riaprire il tema scottante è il film di Renzo Martinelli, per Indipendent Movies e Zenit distribution, nelle sale dal 31 marzo, che ha come titolo proprio il luogo dove il 27 giugno 1980 si inabissò l’airbus con 81 persone a bordo di cui 14 bambini.

Come in tutti i misteri di Stato irrisolti, entrarono in gioco apparati militari, servizi segreti, e forze internazionali che non solo portarono a compimento il loro progetto con “l’incidente imprevisto” che procurò l’esplosione del velivolo dell’Itavia diretto a Palermo, ma si adoperarono per coprire fino all’ultimo quanto realmente avvenne: un vero e proprio scenario di guerra sui cieli del mar Tirreno. La vicenda fu subito caratterizzata da depistaggi e omissioni. Chi cercò di indagare non la passò liscia nella realtà, come nella finzione cinematografica. Se i personaggi, interpretati principalmente da Caterina Murino, Marco Leonardi e Federica Martinelli, con la loro storia sono frutto della fantasia dell’autore-regista, le vicende narrate sono la ricostruzione reale e fedele di quell’incidente.

“Il lavoro – scrive Martinelli nelle note di regia – è frutto di tre anni a stretto contatto con due ingegneri aeronautici sulla mole enorme di perizie e testimonianze. Tutto quanto viene dichiarato nel corso del film è inconfutabilmente supportato da materiale documentale”.

Si parlò subito di un’implosione o di un cedimento strutturale del velivolo, poi il ritrovamento di un mig libico sui monti della Sila e la scomparsa dei tracciati radar costrinsero a nuove versioni. Prese corpo l’ipotesi di un missile; infine, il colonnello Gheddafi in quei mesi rivelò di essere lui in persona su un volo durante quella notte e nei decenni successivi si aggiunsero nuovi tasselli. Nella realtà, come nel film, si vive una verità agghiacciante enfatizzata dagli effetti scenici degli aerei di combattimento.

Elisabetta Tonni