Roma, 18 aprile 2017 – Della fusione fra Anas e Fs con cui si darebbe vita a un colosso dei trasporti da 10 miliardi di euro di fatturato e in grado di gestire 43.000 Km di strade fra asfaltate e ferrate si è parlato per un solo giorno. Dopo il primo via libera arrivato dal Consiglio dei Ministri del 13 aprile, la notizia è stata travolta da quelle importantissime e imperdibili dei pranzi e dei viaggi pasquali degli italiani.

Giornali e siti che hanno scritto di questa incorporazione riportano frasi e paragrafi pressoché identici, segno inequivocabile di una stessa fonte di ispirazione. Nella trasmissione radiofonica Radio Anch’io del 14 aprile condotta da Giorgio Zanchini, il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, ha affermato che si tratta di “un’operazione industriale molto importante, che avevamo concepito già due anni fa con il ministro dell’Economia e con il presidente Renzi ed è ora finalmente concreta. E’ un’operazione – ha proseguito – che permette di dare forza agli investimenti italiani, di rilanciarli con più forza, perché le sinergie industriali tra queste due aziende sono veramente importanti. Finalmente abbiamo una grande azienda per le infrastrutture e gli investimenti in Italia che può veramente dare prospettive di lavoro più serie”.

Il sito Repubblica.it racconta un dettaglio importante e scrive: “Anas diventerà così una delle controllate del gruppo Fs e le azioni verranno trasferite a Ferrovie dello Stato. I ministeri avrebbero trovato un’intesa su uno dei punti che in questi mesi hanno bloccato la fusione, quella dei maxi contenziosi che pesano sul bilancio della società, attraverso l’autorizzazione di un piano triennale di definizione in via bonaria dei pendenti con l’accantonamento di riserve per 700 milioni di euro”. Tra l’altro, Anas era stata oggetto di un’operazione della Guardia di Finanza poco più di un anno fa. L’inchiesta ‘Dama Nera 2’  con accuse per 800 mila euro a carico di dirigenti e imprenditori per corruzione, turbata libertà degli incanti, autoriciclaggio e favoreggiamento personale, faceva seguito a quella precedente di ottobre.

In effetti anche il quotidiano Sole 24 Ore ha scritto che questi 700 milioni di euro da mettere da parte grazie a risparmi sulle gare, servono a  “risolvere larga parte del contenzioso che ha oggi l’Anas con gli appaltatori e che vale circa 9 miliardi”. Ma ci sarebbe poi un’altra condizione per il via libera al mega gruppo, e sarebbe voluta proprio dal ministro Delrio: accelerare il decollo delle opere previste dal contratto di programma Anas-Governo quando passerà il via libera del Cipe.

Secondo il sito Investire Oggi, la nuova entità che nascerà dalla fusione tra Anas e Ferrovie dello Stato, dovrebbe restare al di fuori del perimetro della Pubblica Amministrazione. In questo modo il debito che verrà contratto per gli investimenti non dovrebbe essere sovraccaricato sul bilancio dello Stato. L’intera operazione avrebbe già ricevuto un via libera ufficioso da parte dell’Europa e quindi non ci dovrebbero essere difficoltà di alcun genere nell’inglobare Anas in Ferrovie dello Stato.

Elisabetta Tonni