Roma 4 febbraio 2016 – Perché se sono un povero italiano per acquistare un’auto usata debbo pagare più di quanto pagherebbe un qualsiasi altro povero europeo?

E’ questa la domanda che vorrei porre ai nostri cari politici che forse non hanno tempo per risolvere l’ennesimo problema, solo italiano, perché forse sono troppo impegnati ad inventare nuove tasse oppure a rendere più efficaci le finanziarie in modo da depauperare sempre di più i nostri miseri averi.

Ogni anno è la stessa storia: scandali, politici corrotti, mazzette, mafia, camorra e chi più ne ha più ne metta.

Nuove tasse, aumenti su quelle esistenti, burocrazia sempre più complicata, multe sempre più salate.

In una nazione come l’Italia, che si classifica al primo posto mondiale solo grazie alla pressione fiscale, (secondo uno studio della Confcommercio ha superato ormai il 53%), un “povero italiano” come me, non può permettersi neanche l’acquisto di un’auto usata.

A seguito di un incidente stradale, nel quale ho subito la distruzione del mio caro scooter, e nell’attesa che il comune produca il verbale dell’incidente, che i periti facciano le perizie e che le assicurazioni decidano chi, come e quando rimborsarmi, ho la necessità di acquistare un’auto usata per potermi recare tutti i giorni a lavoro.

Mi accontenterei di un’auto marciante di oltre 10 anni di vita, ma è praticamente impossibile acquistarla.

Vi starete chiedendo perchè?

Perché le uniche auto “piccole e decenti” più vecchie del 2004 costano la modica cifra di 3000 euro, ai quali vanno aggiunti circa 400 euro di passaggio di proprietà, 150 euro di bollo, eventuale revisione 67 euro, ed ovviamente l’ assicurazione per responsabilità civile obbligatoria per legge, alla modica cifra di 1000 euro circa; per un totale udite, udite di 4617 euro!!!

A questo punto voglio citare un passaggio dell’intervista ad Enrico De Vita:

Quanto costa un passaggio di proprietà in Italia? E nel resto d’Europa invece?
«Per quanto riguarda l’IPT, ovvero l’imposta provinciale di trascrizione, bisogna dire che è un’invenzione tipicamente italiana che va a colpire tutti i mezzi usati che cambiano proprietario. All’estero – in Svizzera, Francia, Inghilterra e Germania –  il passaggio di proprietà di un mezzo usato costa meno di 30 euro, mentre da noi in Italia ha un costo per l’imposta di registro proporzionale ai cavalli che la vettura aveva quando era nuova. In Italia si pagano quindi 5 euro ogni kW e quindi una vettura da 100 kW arriva a pagare ben 500 euro anche se ha dieci o venti anni di vita». Un’intera lobby voleva favorire la vendite della auto nuove a scapito dell’usato”.

L’ intervista completa è disponibile a questo link: Intervista ad Enrico De Vita

Ora la domanda sorge spontanea, PERCHÉ SOLO QUI IN ITALIA?

Vorrei proprio vedere se i protagonisti di “Affari a quattro ruote” riuscirebbero a fare affari con le auto usate in Italia!

Secondo me no, tutto il loro guadagno andrebbe direttamente allo Stato della Repubblica Italiana